2 Marzo 2000


archivio: AMERICA'S CUP


America's Cup

Crash Coutts

Andiamo a conoscere il mattatore della Coppa America

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Auckland (Nuova Zelanda), 2 marzo 2000

Russel Coutts detto "Crash Coutts", cioe' lo "Schianto": a sette anni fece la sua prima regata e si schianto' contro la barca di un bambino avversario, qualche anno piu' tardi colpi' un pilone del ponte del porto di Auckland e, al suo primo match race importante, in partenza riusci' a centrare la barca giuria e ad affondarla.

Ma e' grazie a lui che la Nuova Zelanda ha strappato l'Old Mug e l'ha difesa vittoriosamente dall'assalto di Luna Rossa: entrambe le volte con uno schiacciante 5-0.

Il suo curriculum velico e' impressionante: avra' esordito con degli scontri clamorosi, ma a furia di insistere e aggredire gli avversari si e' portato a casa quanto basterebbe per aprire un negozio di coppe e medaglie. Ha tre pagine di trofei nella sua biografia sul libro del Team New Zealand, dove spiccano l'oro nei Finn alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e la Coppa America del '95. Unico neo la sconfitta subita dal Moro di Venezia nel 1992, quando i neozelandesi travolti dalla polemica del bompresso sollevata da Raul Gardini mentre vincevano 4-1, si videro annullato il punto dell'ultima vittoria. Alla fine persero 3-5, perche' Russel Coutts, chiamato a sostituire Rod Davis, che ora allena gli italiani, non conosceva la barca. Da allora ha rincorso la coppa che conquisto' tre anni dopo, con una barca eccezionale che vinse dopo aver passato la Vuitton Cup con 42 vittorie e una sconfitta.

Nato il 1 marzo 1962, non a caso segno dei pesci, Russel Coutts ha il fisico asciutto e la pelle di cuoio di chi ha passato una vita in mare. La sua testa ricorda quella di un rapace, naso dritto e sottile a dividere occhi piccoli. E' aggressivo anche quando parla: "Non devo vincere un premio di simpatia, saro' giudicato solo per quello che succedera' dal 19 febbraio, se riesco a tenere la coppa o me la faccio portar via" dichiarava prima che partisse la finale. Il suo rapporto con la stampa non e' dei piu' aperti, anzi proprio una sua risposta poco diplomatica a una cronista della NZ Press Association ha confermato l'esistenza di una frattura sulle questioni finanziarie all'interno del Team New Zealand, tra velisti e management dell'aspetto commerciale della sfida. Frattura che, evidentemente, non ha influito sul rendimento dell'equipaggio.

"Uno dei nostri punti di forza - spiegava lo skipper - e' che nessuno di noi pensa che il nostro team sia il migliore mai raccolto nel mondo della vela. Credo che nel team ci siano alcuni che sono i migliori al mondo nel loro ruolo, ma non ci fanno caso perche' cercano sempre di migliorare". Un ragionamento che gli si attaglia alla perfezione. E in effetti, Russel Coutts ha dedicato quasi tutta la vita a migliorare le sue qualita' di velista: nei primi anni '80 ci ha messo 7 anni a laurearsi in ingegneria, contro i 4 dei suoi compagni di corso, ma all'epoca era impegnato a vincere la medaglia d'oro alle olimpiadi di Los Angeles. Tuttavia ha fatto tesoro dei suoi studi se, come dice il suo tattico Brad Butterworth "lui ha sposato il talento di velista con il suo cervello da ingegnere e non si limita a portare bene la barca, ma la capisce".

E' sempre stato "un genio" per Harold Bennett, presidente del comitato di regata della Coppa America e suo allenatore nella nazionale giovanile che lo ha portato a vincere tre titoli mondiali juniores. Ma anche un democratico come lo definisce il compagno d'avventure Simon Daubney, "perche' ha sempre diviso con l'equipaggio i premi". E lo ha dimostrato oggi lasciando al giovane Dean Barker il timone di Black Magic per la regata della consacrazione.


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