5 Febbraio 2002


archivio: COPPA ITALIA


Semifinale

A un passo dalla finale

Il Milan di fronte alla Juventus in un momento difficile

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Torino, 5 febbraio 2002

Non solo campionato, ma e' sempre Juve.

Da qualsiasi lato si guardi, in questa stagione c'e' tanto di bianconero. E allora ecco la Coppa Italia, ecco ancora Lippi e i suoi ragazzi, a un passo appena dalla finale. E' vero pure che con l'attenzione tutta rivolta al big match di domenica, questo appuntamento rischia di passare in silenzio. Quasi, pero'. Perche' e' comunque Juve-Milan, e' comunque un confronto tra due squadre che suscitano interesse: i bianconeri per il momento straordinario, il Milan per il continuo singhiozzare. Per i rossoneri e' una stagione da recuperare, anche in coppa. Il due a uno subito in casa all'andata mette a rischio la qualificazione alla finale.

La Coppa Italia, da tanti messa frettolosamente da parte senza grandi rimpianti, per chi ha una stagione da salvare, proprio come il Milan, si trasforma adesso in un obiettivo utile. E nessuno ora sembra volerci rinunciare.

Nel gruppo in partenza da Milano per la trasferta di Torino non c'e' Manuel Rui Costa: sono partiti, invece, Massimo Ambrosini e Andriy Shevchenko, che ha smaltito l'influenza che lo aveva bloccato ieri, entrambi destinati alla panchina.

Il Milan, anche senza credere che la Juventus sia troppo distratta dalla partitissima di domenica prossima all'Olimpico, provera' a ribaltare il 2-1 del Meazza e a conquistare la finale di Coppa Italia, senza potersi avvalere del recupero del suo acquisto piu' prestigioso e discusso.

Ancelotti non svela tutti i suoi piani, ma all'inizio si affidera' a una squadra a trazione anteriore con Contra e Serginho, magari supportati da Pirlo con Javi Moreno e Jose Mari punte. "Ambrosini - dice il tecnico - sara' disponibile per la trasferta di Torino, mentre Sheva non ha piu' la febbre ma e' ancora un po' debole, partira' con la squadra, ma una decisione sul suo utilizzo in campo verra' comunque presa solo domani".

Recuperati e pronti a giocare lo spagnolo Jose' Mari e Marco Simone che pero' forse non siedera' neanche in panchina: "Un po' di pretattica non guasta mai in certe occasioni", spiega Ancelotti. Il Milan parte in svantaggio, ma il tecnico del Milan e' convinto che la finale di Coppa Italia sia un obiettivo importante. Non facile pero', "perche' non penso che la Juve snobbera' questa partita - dice - l'obiettivo della finale e' importante sia per noi che per loro. Partiamo dall'1-2 dell'andata ma abbiamo il dovere di provare a recuperare lo svantaggio e lo faremo in tutte le maniere, dando il massimo sul campo. Il pareggio con la Lazio e' stato utile piu' per il morale che per la classifica - continua Ancelotti - ma questo e' un segnale positivo che dimostra il carattere della squadra".

Sulla Juventus, Carlo Ancelotti ha le idee chiare: "Sta vivendo un buon momento perche' arriva da sei vittorie di fila. La squadra ha trovato la quadratura del cerchio, tutto e' arrivato al momento giusto, ed e' sostenuta dall'entusiasmo, dalla convinzione e dall'esperienza di giocatori ancora oggi fondamentali come Conte e Ferrara. Rispetto alla gara d'andata ha proseguito ancelotti cambiera' qualcosa nel Milan. Per rimontare ci vuole lucidita', la troppa fretta potrebbe farci sbagliare partita".

Ancelotti al Delle Alpi da avversario, ad emozionarsi non ci pensa nemmeno: "Ormai la Juve l'ho gia' incontrata quest'anno, credo che ora sia tutto nella normalita`"' e si aspetta anche un'accoglienza 'normale': "Con i tifosi della Juventus ho avuto un buon rapporto prova a sostenere Ancelotti che poi pero' aggiunge a mo' di distinguo - poi bisogna capire chi intendiamo per tifosi della Juventus...".

Al Milan invece si comincia a dire da piu' parti che Ancelotti goda di una sorta di 'immunita' maggiore rispetto alla poca pazienza avuta con Fatih Terim. "Io non mi sento immune da responsabilita' - dice il tecnico rossonero - quando un allenatore prende in mano una squadra si deve prendere le proprie responsabilita', poi ci sono delle attenuanti da tenere in considerazione, come l'aver preso la squadra in corsa e la mancanza di tempo per lavorare con la squadra. Questo comunque non e' un rimpianto. Alla chiamata del Milan non potevo e non potro' dire mai di no".

In quanto al momentaccio della squadra, si dichiara ottimista: "Questo periodo negativo e' arrivato assolutamente imprevisto, senza segnali. Come e' arrivato puo' finire in fretta, ma come in tutte le cose occorre tempo, pazienza e volonta', a volte sembra che questa squadra abbia risolto i suoi problemi e invece ricade. Ora penso che siamo proprio alla fine di questa fase negativa".


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