20 Marzo 2002


archivio: COPPA UEFA


Valencia-Inter

Non ci rinuncio

Cuper vuole la Coppa Uefa. per affrontare la Roma con una squadra dal morale piu` alto

img
img
img
img
img
img
img
img
img
Il servizio
Real Video - 335069 bytes - download

Milano , 20 marzo 2002

Non vuole rinunciare alla Coppa UEFA, non puo' presentarsi davanti ai suoi ex tifosi del Valencia con una squadra che ha rinunciato in partenza a lottare: per Hector Cuper e' una questione d'orgoglio importante. Quindi il tecnico dell'Inter preferisce affrontare domenica la Roma con dei giocatori "stanchi ma vincenti", perche' "la testa e il morale sono importanti" anche piu' delle gambe.

Torna Cuper nello stadio 'Mestalla' dove ha passato "due anni importantissimi", davanti a tifosi "passionali ed esigenti, che danno molta fiducia alla loro squadra". Per questo, negli ultimi dieci anni, solo il Napoli ha vinto su questo terreno grazie a un'incredibile serata di Daniel Fonseca che realizzo' cinque gol. Per questo, il Valencia ha incassato qui una sola rete in questa edizione della Coppa UEFA.

Le sensazioni del tecnico argentino, pero', sono "buone" e fara' di tutto per convincere i suoi giocatori a sfatare quella che i giornalisti spagnoli chiamano "la leggenda del Mestalla", leggenda che lo stesso Cuper ha contribuito a creare. E, soprattutto, cerchera' di convincere i suoi giocatori a non pensare alla partita contro la Roma: "L'Inter - spiega - deve andare avanti in tutte e due le competizioni. Io non rinuncio a nessuna delle due, e i giocatori anche. E' vero che una cosa e' dirlo, un'altra e' farlo, ma se un allenatore vede che qualcuno non ha la giusta concentrazione, ha a disposizione altri giocatori che possono scendere in campo".

Sulla formazione, come al solito, ben poche indicazioni: e' probabile che Farinos sia in campo dall'inizio, mentre Simic dovrebbe prendere il posto di Materazzi, influenzato, nel centro della difesa. In attacco, la coppia di coppa Ventola-Kallon che ha portato la squadra fino ai quarti, anche se non e' da escludere l'inserimento di Recoba durante la gara.

Cuper sa che "Roma e Juventus potranno allenarsi meglio durante la settimana", ma ritiene "un dovere per un allenatore che indossa la divisa dell'Inter avere gli stessi stimoli in tutte le competizioni in cui e' impegnato". Gli stessi stimoli li deve avere "una squadra che ha un carattere forte e importante", come Cuper vuole che sia la sua Inter.

Cio' che conta, quindi, e' che domani sera, di fronte a 55000 spettatori, l'Inter giochi la sua partita "e se uscira' - spiega Cuper - sara' solo perche' ha giocato contro una grande squadra come il Valencia", in uno stadio dove lo stesso allenatore nerazzurro ha visto "grandi partite", e tornarci con l'Inter "e' una grande emozione".

Senza piu' una squadra in Champions League, torna il dubbio che il calcio italiano sia inferiore a quello spagnolo, ma Cuper spiega cosi' le differenze di mentalita', piu' che di qualita' di gioco, che ci sono nei due campionati: "Non c'e' una spiegazione sola, ma di certo c'e' una piccola differenza tra Italia e Spagna: la maggior parte delle squadre spagnole preferirebbe vincere la Champions League piuttosto che la Liga, mentre in Italia non so se e' cosi', non so se la Champions League ha cosi' tanta importanza". L'importante, pensano i tifosi nerazzurri, e' che l'Inter l'anno prossimo la giochi.


RaiSport

Copyright RaiSport
A cura di ...

Red. Internet RaiSport
Scrivi a RaiSport