Archivio: EUROBASKET '99
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Pubblicato il 3 Luglio 1999
Campionati europei

Italia d'oro

Gli azzurri di Tanjevic campioni d'Europa. Battuta in finale la Spagna per 64-56

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Ultimo minuto+intervista a Tnajevic e Galanda
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Italia medaglia d'oro
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Il podio + intervista a Petrucci e Maifredi
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Parigi, 3 luglio 1999

Dopo sedici anni l'Italia del basket torna sul trono europeo. A Parigi gli azzurri guidati da Bogdan Tanjevic hanno battuto la Spagna 64-56.

Finisce con l'inno di Mameli cantato sul podio dagli azzurri, con la medaglia d'oro al collo. Carlton Myers, occhi brillanti e silenzioso, e' 'incinto' del pallone della gara, nascosto sotto la sopramaglia. Scene di una vittoria, quella che consacra l'Italia campione d'Europa di basket. Una vittoria di gruppo, anche se ad essa si e' aggiunta la designazione di Gregor Fucka come miglior giocatore dell'Eurobasket 99. Una vittoria di gruppo come nel 1983, rivisitata anche nei volti di Marzorati, Riva e ovviamente Dino Meneghin, partecipi della gioia di quelli che stasera sono diventati i loro successori.

Azzurra ha vinto nel modo piu' semplice, e al tempo stesso piu' difficile, l'ultima battaglia: 64-56 alla Spagna. Ha dominato gli avversari grazie alla difesa, lottando su ogni pallone, perche' solo cosi' poteva riuscire ad arrivare al traguardo. La stanchezza di 13 giorni di Campionato europeo, dopo i 50 di preparazione, sembrava affiorare ogni volta che si trattava di attaccare. Ma era un male comune. Anche la spagna aveva la lingua penzoloni. Quindi, avrebbe vinto chi costringeva l'avversario a sbagliare di piu'. Ci e' riuscita l'Italia, chiudendosi in trincea, arroccata a difesa del suo sogno che, minuto dopo minuto, si trasformava in realta'. Lo ha fatto fin dall'inizio, quando aveva ancora le energie necessarie per dare qualcosa anche in attacco. Li' ha costruito la sua vittoria. Ha tenuto la Spagna a 6 punti nei primi 11 minuti, mentre volava via (20-6) con i canestri di Myers e di un Fucka che, quando viene servito a dovere, diventa incontenibile per qualsiasi difesa. L' ingresso di Corrales, un peperino sia quando e' in campo sia quando sta in panchina, ha dato piu' sprint alla sua squadra e ha costretto l' Italia, che aveva raggiunto anche +15 (24-19), a caricarsi di falli.

E intanto Lolo Sainz, il coach iberico, faceva ricorso alla vecchia, cara 'zona' per mettere nei guai gli azzurri. E ci e' riuscito. Il gioco italiano e' diventato statico, la palla girava poco e male, arrivavano tiri improbabili e la spagna volava via in contropiede. Non segnava molto ma andava in lunetta tante volte. E cosi' gli azzurri, che proprio non avevano la mano fatata di altre volte nel tiro pesante (0/8 nei primi 20'), si sono visti assottigliare il vantaggio: 32-24 a meta' sfida. Dagli spogliatoi, azzurra e' tornata in campo convinta di doversi mettere nel suo bunker, a difesa di quel vantaggio che, in una gara dal punteggio basso, si rivelava comunque consistente. E la partenza del secondo tempo e' stata fotocopia del primo, ma con la capacita' dell'Italia di far saltare la 'zona' che Sainz aveva riproposto. Spagna di nuovo tenuta a soli 7 punti in 12' mentre azzurra toccava quota 50. A +20 sembrava fatta. Ma c'era ancora da soffrire.

Herreros ritrovava la via del canestro, Duenas e Reyes davano un paio di spallate sotto canestro: 2-14 quando mancavano poco piu' di due minuti alla sirena, partita riaperta sul 55-47 e poi sul 57-50 anche perche' l'Italia non aveva piu' lucidita' nell'affondare i colpi. Aveva pero' il cuore per difendere il suo fortino d'oro e la determinazione per cercare di far trascorrere quei secondi che sembravano senza fine. Ed era Carlton Myers ad andare in lunetta per quattro volte di seguito (7/8) e a siglare il successo. Quando mancavano meno di 30", con 8 punti di vantaggio, era davvero fatta: Dino Meneghin abbracciava il figlio Andrea in panchina, reduce da una capocciata per un fallo antisportivo di Reyes. Un abbraccio senza fine mentre sul campo finiva in trionfo.

Azzurri impazziti di gioia, De Pol si portava sulle spalle Andrea Meneghin, sotto la curva dei tifosi varesini, per prendersi la bandiera tricolore. Il massaggiatore Sandro Galleani si arrampicava a tagliare da retina per mettersela al collo. Poi, la consegna delle medaglie: il presidente della federazione francese Mainini ha messo la medaglia d'oro al collo di Tanjevic e gli ha detto 'bravo". Medaglia anche per Marco Crespi, il suo assistente, e un sussurro all' orecchio di Giovanni Piccin, l'altro vice rimasto senza oro.

  • Italia: Bonora Ne, Basile 2 (1/4, 0/1), Galanda 4 (1/1, 0/1), Fucka 10 (3/6, 1/1), Marconato 2 (1/1), De Pol 7 (1/1, 1/3), Myers 18 (3/6, 0/2), Meneghin 2 (1/3, 0/4), Abbio 10 (1/3, 0/3), Mian Ne, Chiacig 9 (3/5), Damiao Ne.
  • Spagna: Angulo (0/2), Rodilla Ne, Corrales 15 (3/6, 1/4), Romero 4 (1/1), Rodriguez (0/3, 0/1), Jimenez 3 (1/1 Da Tre), De La Fuente 4 (1/1), Herreros 10 (1/4, 1/5), Esteller 5 (1/2, 1/3), De Miguel 1 (0/1), Reyes 7 (2/2), Duenas 7 (2/6).
  • Arbitri: Rems (Slo) e Dorizon (Fra).
  • Tiri liberi: Italia 26/33, Spagna 22/36.
  • Usciti per cinque falli: 37'44" Galanda, 38'36" Esteller.
  • Fallo antisportivo a Reyes.
  • Rimbalzi: Italia 27, Spagna 38.
  • Tiri da tre punti: Italia 2/15, Spagna 4/14.
  • Spettatori: 11.000.

    
    La classifica finale
    
    1. Italia
    2. Spagna
    3. Jugoslavia
    4. Francia
    5. Lituania
    6. Russia
    7. Germania
    8. Turchia
    9. Israele, Croazia, Repubblica Ceca e Slovenia
    13. Ungheria, Macedonia, Bosnia Erzegovina e Grecia.
    

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