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Archivio: FRANCIA 1998Pubblicato il 12 Luglio 1998

Un primo bilancio
Un assaggio di mondiale
Per 16 squadre la coppa del mondo e' durata solo tre partite

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Hadji

12 luglio '98

Hanno provato il brivido mondiale per il tempo minimo: tre gare e poi a casa a meditare su errori ed illusioni eccessive. Le 16 squadre eliminate al primo turno nella prospettiva lunga di Francia '98 non hanno avuto la possibilita' di lasciare il segno: ma una cartolina-ricordo, questo si'. Ecco quello che restera' della loro presenza al mondiale:

  • Marocco - Tutti per terra, giocatori e tecnici: a piangere lacrime amare dopo il rigore per la Norvegia contro il Brasile che sanciva in extremis il passaggio degli scandinavi agli ottavi. Si e' chiuso cosi' il buon mondiale della squadra africana, arrivata ad un passo dalla qualificazione grazie ad un gioco ben organizzato da Michel e capace di regalare spettacolo con gli estri di un centrocampista di talento: Hadji.
  • Scozia - Cominciata facendo tremare i campioni del Brasile e non solo per il ghigno del portiere sdentato Leighton, l'avventura della squadra di Brown si e' conclusa malissimo. Sballottata dalle folate marocchine, la Scozia si e' piegata irrimediabilmente ma con dignita': non ha cacciato il tecnico e per i giocatori la partecipazione e' stata comunque una festa.
  • Austria - Due pareggi raggiunti in maniera fortunosa ed all'ultimo minuto contro Camerun e Cile, poi l'occasione di giocarsi tutto contro l'Italia: sfruttata malissimo in una continua caccia all'uomo.
  • Camerun - Tante botte agli avversari, ma anche tanto colore in campo e musica sulle tribune. L'apporto dei leoni indomabili alla riuscita spettacolare di Francia '98 e' stato contraddittorio. Certo, sul piano tecnico il regresso e' evidente rispetto ad altre partecipazioni mondiali: ma quando c'e' il Camerun se non si gioca, almeno si balla. Non e' poco.
  • Sudafrica - Ha pagato l'impatto, travolta dalla Francia. Poi un pareggio dignitoso con la Danimarca ed uno un po' meno soddisfacente con l'Arabia Saudita: ma la maturita' che ci vuole per distinguersi in un mondiale e' ben altra.
  • Arabia Saudita - Il 'Brasile del deserto', i tocchi di classe dei centrocampisti: tutte chiacchiere. In realta' molte ammucchiate ed un rovescio contro la Francia costato il posto al ct campione del mondo Carlos Alberto Parreira.
  • Spagna - Un mondiale sempre a rincorrere, colpa di una papera del mito Zubizarreta che ha deciso di smettere di giocare con un mese di ritardo. Ma c'era il tempo per recuperare e la squadra dello spigoloso Clemente non c'e' riuscita: imperdonabile non battere il Paraguay. Buona solo per i rimpianti la vittoria larga sulla Bulgaria (e la contemporanea sconfitta discussa della Nigeria contro la squadra di Chilavert). Re Juan Carlos che abbandona in anticipo lo stadio di Lens e' il segno della resa.
  • Bulgaria - Il tramonto di Stoichkov si e' consumato con la sostituzione nella gara decisiva con la Spagna. Neanche il giovane talento Iliev pero' ha fatto molto: squadra da rifondare, brutta copia di quella che incanto' nel '94.
  • Belgio - Grigia come il cielo sopra Bruxelles, la squadra di Leekens ha rischiato di perdere persino contro la Corea del sud. Contro gli asiatici i belgi sembravano tanti pugili suonati: non e' certo di buon auspicio per l'Europeo 2000 da giocare in casa.
  • Sud Corea - Un bel primo tempo nella gara d'esordio contro il Messico: poi Ha Seouk-Yu ha pagato, peraltro con sua colpa grave, le raccomandazioni di Blatter agli arbitri sul tackle da dietro e si e' fatto espellere. Di fatto il mondiale sudcoreano e' finito li', con quella sconfitta per 3-1. Gli asiatici non erano infatti attrezzati per la rincorsa.
  • Iran - Un mondiale in una partita. O meglio, una vita in 90 minuti, quelli della vittoria per 2-1 sugli Usa. Estili e Mahdavikia, i marcatori iraniani, 'hanno fatto sentire ancora una volta all'oppressore il gusto amaro della sconfitta'. L'ayatollah Ali Khamenei, guida della repubblica islamica, ha sintetizzato cosi' la sfida. Al di la' dell'entusiasmo della gente nelle piazze di Teheran, la scena piu' bella e promettente e' pero' un' altra: lo scambio di maglie tra giocatori a fine partita.
  • Usa - Sempre sconfitti, gli statunitensi hanno preso il mondiale come prendono in generale il calcio: un gioco e niente di piu'. Cosi' non hanno interpretato come smacco nazionale la sconfitta con l'Iran.
  • Colombia - Asprilla aveva il volto stupito ed impaurito quando gli hanno comunicato che doveva tornare a casa per avere fatto polemica su una sostituzione: in Colombia non si scherza con il mondiale. Nonostante questo clima da tregenda, pero', le delusioni si susseguono: e non bastano ad evitarle gli ultimi fuochi di Valderrama.
  • Tunisia - Un pareggio, quello contro la Romania a giochi fatti. Tutto il resto e' da dimenticare, compresa la partecipazione al valzer degli allenatori con la sin troppo tempestiva cacciata di Kasperczak.
  • Giamaica - La tifoseria piu' eccitante del mondiale, una squadra decisamente in controtendenza. Tanto folklore sulle tribune con le sostenitrici ed i costumi piu' belli: ed anche la novita' di un preparatore atletico donna. Tutto cio' pero' non basta a trasformare un gruppo simpatico in squadra da mondiale.
  • Giappone - Un giocatore interessante, il finto biondo Nakata. Ed un gioco promettente, ovviamente organizzatissimo. Mancano i gol, ed i nipponici scontano la carenza con l'ultimo posto nel girone. Ma in vista dei mondiali del 2002 e' stata una buona esperienza.



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