Archivio: MONDIALI DI ATLETICA '99
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Pubblicato il 29 Agosto 1999
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L'ottava giornata

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Siviglia, 28 agosto 1999

L a corsa piu' massacrante dell' atletica porta all'Italia una medaglia d' argento. a conquistarla, nella maratona, e' il siciliano Vincenzo Modica, battuto solo dallo spagnolo Abel Anton, oro olimpico. E ora sono tre gli argenti del medagliere azzurro.

Tremendamente felice per il risultato ottenuto, ma Vincenzo Modica, pur stremato dalla fatica, trova le energie nervose per fare polemica. "Nessuno credeva in me, ma in gara ho dimostrato di essere piu' forte - dice il maratoneta siciliano -. Alla vigilia della gara sono stato quasi ignorato, come se fossi in squadra solo per fare numero. Questa cosa mi ha un po' avvilito. Ci ho riflettuto, mi sono caricato e in corsa ho dimostrato di essere il piu' forte. Questo risultato e' per tutti coloro che non credono nelle mie possibilita', per la mia famiglia e per mio padre, morto due anni fa". Modica e' un fiume in piena. Attacca la Federazione e il Coni. "Mi hanno fatto fuori dal club olimpico - dice - e io ho risposto con questo argento. Sydney era il mio sogno. Il ct Giampaolo Lenzi dovrebbe avere piu' fiducia in me, perche' sono uno che puo' andare forte e sono integro. Alle Olimpiadi voglio esserci. So che siamo in tanti, ma credo di meritare attenzione". Lo sfogo di Vincenzo Modica non piace a Massimo Magnani, responsabile della squadra azzurra di maratona. "Ricordati che devi dare fiducia a chi in te la ripone", gli dice facendogli capire che se non avesse creduto nelle sue possibilita' non lo avrebbe portato ai Mondiali.

Chiuso il capitolo della maratona passiamo al resto della giornata: piu' forte di tutto. piu' forte degli avversari e di uno stadio che tifava contro. Il cubano Ivan Pedroso piega tutto e conquista l' oro del lungo con un balzo, il terzo, che lo fa volare a 8.56 metri. Con la vittoria mette a tacere anche le voci di 'combine' che erano circolate sulla gara a favore di Yago Lamela. Lo spagnolo, invece, si deve accontentare del secondo posto con 8.40, faticando per tenere a distanza i balzi dello sloveno Gregor Cankar, terzo a 8.36. Il livello della competizione e' stato elevato. Per Pedroso e' il terzo titolo consecutivo.

Non riesce alla svedese di origini russe Ludmilla Engqvist l'impresa di vincere i 100 ostacoli dopo aver combattutto contro un cancro al seno. E' terza, preceduta dalla statunitense Gail Devers (oro) e dalla nigeriana Glory Alozie. Bello l'abbraccio tra la Devers e la Engqvist. Lo stadio applaude. Ora, dopo questi mondiali, la svedese prima ai Giochi di Atlanta dovra' cominciare un altro ciclo di cure.

Nei 5.000 metri il marocchino Salah Hissou succede al keniano Daniel Komen. Hissou corre in 12.58:13.

Sorpresa nel giavellotto donne, dove si impone la greca Mirela Manjani Tzelili che riesce a interrompere il dominio russo-norvegese.

Entra in finale, anche se con l'ottavo tempo di qualificazione, la 4x400 femminile azzurra, con la novita' Niederstatter al posto della Carbone. Eliminata, invece, la 4x100 maschile.


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