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Archivio: IL DOPINGPubblicato il 11 Agosto 1998

Ciclismo
Casagrande positivo
Anche 4 ciclisti azzurri sospesi in Portogallo per uso di Epo

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11 agosto '98

E' un ciclone senza confini, ancora un caso, e questa volta anche un immediato licenziamento. Il ciclista italiano Francesco Casagrande e' infatti risultato positivo a dei controlli antidoping eseguiti durante i giri del Trentino e di Romandia, e la sua squadra la Cofidis ha deciso di licenziarlo. Casagrande entra anche lui nella schiera di quei corridori che per tentare di vincere, di essere tra i grandi si e' rovinato la carriera agonistica. Adesso saranno le autorita' competenti con i loro provvedimenti disciplinari a decidere la sorte di Francesco Casagrande, altra vittima del doping di questa estate indimenticabile, in negativo, per il ciclismo e per tutto lo sport. Ma non e' finita qui: quattro corridori italiani della Mobilvetta sono stati espulsi dal Giro del Portogallo dopo un test antidoping. Paolo Alberati, Graziano Recinella, Mario Monzoni e Renzo Ragnetti si sono visti riscontrare dai test realizzati dall' Unione ciclistica internazionale un livello anormale di globuli rossi nel sangue. "I quattro - ha detto il portavoce dell' organizzazione del Giro del Portogallo, Armando Santiago - sono sospettati di avere fatto uso della sostanza proibita Epo". I test eseguiti dall'Uci hanno evidenziato nel sangue dei quattro corridori italiani una presenza di globuli rossi in quantita' di poco superiore il limite consentito, il 50 per cento. Secondo lo staff medico dell'Uci i quattro sarebbero ricorsi all'ormone sintetico Epo. I medici hanno controllato a sorpresa i corridori di altre tre squadre: l'italiana Kross-Selle Italia, la portoghese La Pecol e la ceca Zvvz-Dld. L'Uci ha anche reso noto che il controllo di oggi non sara' l'ultimo durante il Giro del Portogallo che si concludera' il 23 agosto. Tra 15 giorni i quattro corridori italiani si sottoporranno ad un nuovo test e, se i valori del loro sangue rientreranno nei paramatri consentiti, potranno riprendere l'attivita'. I test di oggi, ha tenuto a precisare l'Uci, non sono da riferire direttamente allo scandalo scoppiato al Tour ma rientrano nella normale attivita' della Federazione internazionale nella lotta contro il doping.



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