27 Ottobre 2000


archivio: IL DOPING


Richiesta l'archiviazione per l'ex vertice del Comitato Olimpico

Sotto accusa anche il CONI

Il pm sostiene che l'ente sportivo era d'accordo con il Prof. Conconi

img
img
img
img
img
img
img
img
img
Il servizio
Real Video - 380632 bytes - download

Ferrara, 27 ottobre 2000

"L'origine del rapporto tra il Coni e Conconi nacque e fu voluta per dare l'avvio, in ambito istituzionale, a pratiche di doping sportivo".
L'affermazione e' contenuta nell'atto con cui il pm Pierguido Soprani ha chiesto l'archiviazione per gli ex presidenti del Coni Mario Pescante, Franco Carraro, Arrigo Gattai, e per il responsabile divisione ricerca e documentazione della Scuola dello Sport del Coni, Gianfranco Carabelli, che erano finiti indagati per associazione per delinquere, truffa sportiva e somministrazione di farmaci nocivi. Si tratta della stessa inchiesta per la quale ieri c'e' stata la notifica di otto avvisi con varie ipotesi di reato, tra cui l'associazione a delinquere, al prof. Francesco Conconi e a suoi collaboratori.

Un' archiviazione che in molti passaggi suona come un'accusa e che viene chiesta per il periodo di collaborazione tra Coni e Conconi compreso tra l'81 e l'89 per la decorrenza dei termini della prescrizione e per il periodo successivo per una sottile questione giuridica. secondo il pm, infatti, non si riesce a stabilire continuita' tra il periodo dell'emodoping (le autoemotrasfusioni) degli anni '80 e quello successivo dell'epodoping (la somministrazione di epo).

Ma per il pm le prove della messa in atto di pratiche di doping nell'accordo Coni-Conconi, non sono solo nell'autoemotrasfusione. Ad esempio nel programma scientifico allegato al protocollo di collaborazione tra il comitato olimpico e l'universita' di Ferrara (di fatto Conconi) per l'83 si parla di uno studio "sugli effetti dell'assunzione di steroidi anabolizzanti in atleti che gia' assumono il farmaco".

Un comportamento poco corretto, osserva Soprani nella richiesta di archiviazione, "Conconi non poteva ignorare che l'atleta e' da considerarsi persona fisicamente sana e l'assunzione a base di steroidi anabolizzanti potevano arrecare danni irreversibili al fisico dell'assuntore".

Poi sono numerosi altri i casi elencati da Soprani, in cui, anche nelle relazioni delle attivita' svolte negli anni accademici, ci sono a suo dire prove di doping sotto l'apparente egida di ricerca scientifica. Ad esempio uno studio sulla variazione dei livelli di testosterone prima e dopo le gare di durata. la ricerca e' stata compiuta, ricorda il pm, su 9 mezzofondisti, 7 marciatori, 18 maratoneti di livello nazionale, dopo aver somministrato loro testosterone prima e dopo i lavori.

Per quanto riguarda l'emodoping, nella richiesta di archiviazione, si citano le testimonianze di due ex sciatori, Silvano Barco e Bruno Maddalin Chiaffoi, che raccontano di autoemotrasfusioni fatte a Ferrara anche dopo l'85, anno in cui il ministro della sanita' Degan vieto' la pratica.

"E' assodato che il centro di Ferrara (Conconi e i suoi collaboratori)," scrive ancora Soprani, "per tutto il corso degli anni '80 ebbe a praticare l'autoemotrasfusione sugli atleti e per l'intero quadriennio '82-'86 ebbe altresi' a trattare, anche se a basse dosi, gli atleti del mezzofondo, con anabolizzanti. "I vertici del Coni che stipularono la convenzione," e' la conclusione, "non solo erano perfettamente al corrente di cio', ma hanno consapevolmente deciso che, a fronte di probabili danni, il beneficio dato dall'ottenimento dei risultati agonistici sarebbe stato maggiore e piu' conveniente per il Coni. Per circa un decennio, nel corso degli anni '80, possono dirsi integrati tutti gli elementi di quel pactum sceleris che e' il requisito di fondo del reato di associazione per delinquere". Carraro, Gattai, Pescante, Carabelli e Conconi, quale interlocutore delle ricerche finanziate dal Coni, sono stati gli artefici, per il pm "di questa organizzazione criminale".

Il passaggio tra l'emodoping e l'epodoping, riconosce il pm, avvenne a seguito di una cesura netta, e con l'avvento dell'epo Conconi, avendo consolidato un rapporto ormai decennale, ha agito se non da solo, non piu' a titolo propriamente associativo con i vertici del Coni. E il dubbio di continuita' tra le due fasi impone l'archiviazione ("sebbene cio' nulla tolga al disvalore sia sociale che penale delle condotte accertate").


RaiSport

Copyright RaiSport
A cura di ...

Red. Internet RaiSport
Scrivi a RaiSport