7 Luglio 2001


archivio: CALCIOMERCATO


Ecco Francesco Toldo

Presentato ufficialmente il nuovo portiere dell'Inter, che si lascia alle spalle Firenze

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Milano, 7 luglio

Nel suo primo giorno da nerazzurro Francesco Toldo non puo' non sentirsi ancora 'viola'. Cosi' i problemi della Fiorentina, del suo presidente, dei suoi ex compagni di squadra, hanno occupato non poco spazio nella conferenza stampa che il portiere ha tenuto a Milano. "Firenze e' una citta' intera che vive per la sua squadra, e sono stati anni credo irripetibili. Contavo che li' sarei rimasto per tutta la carriera, poi le cose sono andate diversamente". Niente da dire a Cecchi Gori? "E' un argomento delicato - ha risposto Toldo - perche' se ho capito bene lui dice di essere vittima di un raggiro, la magistratura sostiene il contrario. Comunque io gli auguro di risolvere presto i suoi problemi e di non coinvolgere la Fiorentina, perche' e' un patrimonio di tutta la citta"'.

L' annata appena trascorsa "non e' forse stata all' altezza delle aspettative", ha ammesso l' ex portiere viola, "pero' e' vero anche che per noi e' stata una stagione strana: siamo passati da una gestione alla Trapattoni per poi passare a Terim, quindi a Mancini. Essere comunque arrivati a vincere la Coppa Italia e a piazzarci bene in campionato alla fine e' stato un grande traguardo". Toldo ha riferito che se la squadra ha comunque raggiunto questi risultati e' stato anche grazie alla qualita' del gruppo: "ci sono stati momenti che siamo stati noi giocatori ad essere da un lato vicini agli allenatori, dall' altro vicini ai tifosi, in un compito che tutto sommato non era nostro. Ma Firenze e' cosi'. Magari la gente appare difficile, ma apprezza la sincerita'. Lo dimostra la mia scelta di andare via: fui sincero con i tifosi da subito, lo dissi chiaramente. All' inizio fecero fatica ad accettarlo, poi col tempo credo che abbiano apprezzato"'. Ora a Firenze si e' chiuso un ciclo. "Forse era inevitabile" ha commentato il nuovo portiere dell' Inter. "Certo pero' - ha aggiunto - che fara' strano vedere Rui Costa con la maglia del Milan. Nel derby...".

"Se ho scelto l' Inter - ha spiegato - e' stato perche' la mia carriera la voglio giocare davanti a un grande pubblico. Avevo anche altre offerte. Alla fine ho optato per l' Inter perche' qui c'e' la possibilita' di vincere. Sulla carta siamo verosimilmente tra i pretendenti allo scudetto insieme alle altre cinque o sei di sempre". Sorridente, sicuro di se', disponibile. Toldo non ha nascosto di aspettarsi dalla sua nuova esperienza un rilancio della sua carriera. "Un po' di amaro in bocca per le scelte di Trapattoni mi e' rimasto - ha detto l' ex portiere della nazionale 'eroe' della semifinale contro l' Olanda all' ultimo europeo - il motivo per cui io abbia perso il posto non mi e' mai stato del tutto chiarito. Ma voglio evitare polemiche: l' unica arma che ho e' dimostrare sul campo il mio valore". Detto questo, sia chiaro questo principio: "non e' il portiere che fa una squadra, semmai e' la grande squadra che fa grande il portiere". "Da che mondo e' mondo - ha detto Toldo - le squadre che vincono lo scudetto sono anche quelle che hanno incassato meno gol. Merito anche del portiere, certo. Ma e' tutta la squadra che evita di subirne, il portiere da solo puo' fare poco".


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