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Roma, 20 novembre 2000
Si ritorna in Champions League per
l'inizio della seconda fase e la Lazio sperava di arrivarci in
condizioni fisiche e psicologiche del tutto diverse da quelle
attuali. Una squadra, quella biancoceleste, che dinanzi ai due
primi veri esami della stagione, Juventus e Milan, ha un po'
zoppicato, o meglio ha giocato, ma le e' mancato quel cinismo
che lo scorso anno e' stato l'elemento fondamentale per lo
scudetto. Ora, davanti c'e' il temibile Anderlecht che ha reso
piccolo anche il Manchester United. "A Bruxelles sara'
durissima - avverte Nedved -, ma siamo nelle condizioni di dover
vincere a tutti i costi. Non solo contro i belgi mercoledi'
sera, ma anche, e soprattutto, con il Leeds". E non sara' certo
facile, perche' Eriksson dovra' rinunciare a giocatori come
Lopez, Veron e Negro. Senza contare che non potra' avvalersi
delle qualita' a centrocampo, essenziali in questo momento, di
Dino Baggio. Il centrocampista non puo' giocare in Champions
League a causa di una breve apparizione in Coppa Uefa con il
Parma. Nell'Anderlecht, inoltre, c'e' Koller, pericoloso
attaccante e amico di Nedved: "E' molto forte di testa, ma
anche con i piedi. Un consiglio che posso dare ai miei compagni
e' quello di lasciarlo saltare da solo, tanto e' inutile andarlo
a contrastare. E' alto due metri e, a quell'altezza ci arriva
solo lui".
Sulla squadra belga l'opinione del
giocatore della Lazio e' piuttosto secca e perentoria. "Sono
molto forti in casa - dice Nedved -, ma altrettanto deboli in
trasferta. Per questo motivo dobbiamo vincere a Bruxelles".
Sulla non brillante situazione della Lazio e' molto difficile
parlare con Nedved, la sua frase sibillina lascia poche
interpretazioni: "Su Lazio-Milan non voglio parlare perche'
sono ancora troppo arrabbiato, rischio di dire cose che non
vorrei mai affermare e frasi che non voglio escano sui
giornali". Il ceco non c'e' l'ha con qualcuno in particolare,
e' solo stanco di dover correre da una parte all'altra nel campo
e, alla fine, raccogliere pochi risultati. E, forse, non vede la
stessa applicazione da parte dei suoi compagni. Manca la rabbia
dello scorso anno? "Non credo - risponde Nedved - dobbiamo solo
dimostrarlo sul campo e, questo, lo facciamo da poco tempo".
E la Roma, intanto, va in fuga, ma il ceco non sembra preoccupato:
"Sei punti sono solo due partite. Noi ne abbiamo recuperati ben
nove lo scorso anno e mancavano poche giornate alla fine del
campionato". Eriksson, infine, sta pensando di riproporre fin
dal primo minuto Baronio a centrocampo accanto a Simeone, con
Stankovic e Nedved sulle fasce. In attacco Salas e Inzaghi. In
difesa la stessa del secondo tempo contro il Milan.
Stefano Mattei
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