22 Maggio 2001


archivio: SPECIALE COPPE


Champions League/finale

Finale da non perdere

Bayern Monaco e Valencia vogliono dimenticare le sconfitte delle ultime due finali

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Milano, 22 maggio 2001

Sara' una rivincita che nessuna delle due squadre vorra' perdere: per la prima volta in 46 anni di vita delle coppe europee, le due finaliste sconfitte nelle ultime due edizioni della Champions League, Bayern Monaco e Valencia, si ritroveranno di fronte nella finale di domani sera al Meazza.

Il Bayern Monaco dovra' dimenticare la partita di Barcellona, persa contro il Manchester con due gol realizzati nei minuti di recupero. Il Valencia ripensera' agli errori commessi lo scorso anno a Parigi, quando venne sconfitto senza attenuanti per 3-0 dal Real Madrid.

Sara' una partita molto tattica, tra due squadre che hanno il loro punto di forza nelle difese, e chi riuscira' a segnare per primo avra' molte chance di conquistare la coppa. Di certo, sara' una sfida tra due grandi tecnici: Hector Cuper e Ottmar Hitzfeld.

L'argentino e' alla sua terza finale consecutiva e ha saputo riportare il Valencia ai vertici del calcio europeo, nonostante il presidente Pedro Cortes abbia venduto in estate tre giocatori importanti come Farinos, Gerard e Claudio Lopez. Barcellona e Inter si contendono Cuper per il grande carattere che sa dare alle sue squadre e perche' e' riuscito a portare per due volte in finale un gruppo di giocatori non di particolare talento.

Ottmar Hitzfeld ha vinto sabato il suo terzo scudetto consecutivo con il Bayern, a cui vanno aggiunti altri due titoli con il Borussia Dortmund e una Coppa dei Campioni: "E' il miglior allenatore del mondo", dice Stefan Effenberg, e di certo Hitzfeld e' il tecnico tedesco in attivita' piu' vincente.

A centrocampo, il Bayern dovra' fare a meno di Jens Jeremies, nazionale tedesco ancora bloccato da un infortunio al ginocchio operato il mese scorso. Al suo posto, Hitzfeld schierera' con ogni probabilita' il giovane canadese Owen Hargreaves, 20 anni ma gia' autore di una buona prestazione nella semifinale contro il Real Madrid. L'attacco dei tedeschi sara' affidato a giovane Elber, miglior realizzatore della squadra con 15 gol in Bundesliga, transitato rapidamente dal Milan che lo acquisto' nel 1991 per poi girarlo immediatamente in prestito. Il brasiliano sara' affiancato sulle fasce da Scholl e Salihamidzic, mentre e' poco probabile l'utilizzo sin dal primo minuto di una seconda punta come Jancker o Santa Cruz. La vera anima del Bayer e' pero' come sempre l'esperienza del duo Kahn-Effenberg, aiutati in difesa dallo svedese Patrick Andersson, autore di una grande stagione, e dal ghanese Koffour. Sulle fasce, agiranno i due francesi Sagnol e Lizarazu, sicuramente piu' attenti in copertura che pronti a sostenere l'attacco.

Proprio il gioco sulle fasce e' il punto di forza del Valencia di Cuper, che difficilmente modifichera' il suo 4-4-2 per inserire un trequartista come il talento argentino Aimar. In difesa, le due fasce sono presidiate dai treseienni Angloma e carboni, vecchie conoscenze del campionato italiano, ancora in grado di giocare ai massimi livelli nonostante l'eta'. Davanti a loro, ci saranno i due giocatori piu' importanti del Valencia, e cioe' l'argentino Kily Gonzalez e il capitano Gaizka Mendieta, vera anima della squadra di Cuper nonche' della nazionale spagnola. In attacco, il lungo norvegese John Carew ha preso il posto del laziale Claudio Lopez, mentre Juan Sanchez ha messo in panchina l'uruguayano Diego Alonso.

Comunque vada, l'Italia restera' a guardare due squadre che giocano un calcio molto 'all'italiana', rammaricandosi di non aver saputo portare una squadra tra Lazio, Milan, Inter e Juventus in una finale che torna a Milano dopo 31 anni.


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