la simpatica intervista a Boccarini Real Video - 1210683 bytes - download
Roma, 16 maggio '98
"Quest'inverno mi sono allenato
molto intensamente, e sapevo di valere un tempo intorno ai
10"20. Invece... ho esagerato, anche perche' a Rieti
c'erano condizioni di gara ideali. Ho corso decontratto,
come raramente riesco a fare, ed e' venuto fuori questo
grande tempo".
E' il primo commento di Carlo Boccarini, velocista delle
Fiamme Gialle, dopo la sua impresa del 9 maggio: ha vinto
la finale dei 100 dei campionati regionali societari del Lazio,
validi come selezione per le finali nazionali di Milano, in 10"08,
secondo tempo italiano di sempre dopo il 10"01 di Pietro
Mennea, vecchio di 19 anni (ed ottenuto in altura, a Citta' del
Messico).
"Ma ora non fate paragoni tra me e Mennea -
dice Boccarini, che dopo aver corso ha chiesto e
ottenuto di essere sottoposto a controllo antidoping
(che non era previsto) - e' ancora troppo presto.
E poi mi devo ancora rendere conto
bene di cio' che ho fatto".
Il suo e' un miglioramento che ha dell'incredibile. Prima del
primato personale di Boccarini era 10"53, ottenuto due
anni fa. Nella gara di Rieti il secondo, Sandro Floris,
e' arrivato molto lontano dal vincitore, finendo in 10"54.
Il quasi 22enne (e' nato a Roma il 2
giugno del '76) Carlo Boccarini si allena tutti i giorni
("sempre di pomeriggio") allo stadio delle Terme di Caracalla,
sotto la guida di Antonio Rotundo. Fa atletica in modo serio da
cinque anni e riesce a conciliare la pratica sportiva con gli
studi. Infatti e' iscritto al terzo anno della facolta' di
psicologia. "Ma in questa fase della mia vita conta molto di
piu' l'atletica - dice - Gli studi li prendo con calma e faccio
un esame ogni tanto".
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