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Archivio: BASKETPubblicato il 24 Aprile 1998

Doping
Boni squalificato per 2 anni
Carriera finita per il cestista della Pompea Roma

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Roma, 24 aprile '98

Il giudice sportivo della commissione antidoping della federazione pallacanestro ha squalificato per due anni il giocatore della Pompea Roma Mario Boni, trovato positivo ai controlli antidoping. Il verdetto e' stato emesso dopo un lungo dibattimento precedentemente tenuto con la procura antidoping del Coni, con la commissione scientifica dello stesso coni e con il giudice sportivo della federazione pallacanestro. In base al regolamento del Cio il giudice sportivo della Fip ha quindi sospeso per due anni il giocatore della squadra capitolina. Per quanto riguarda invece gli altri due indagati, Bill Edwards e il sanitario Dottor Andrea Billi, per il primo la sentenza verra' emessa lunedi' prossimo e successivamente, forse in settimana, anche quella relativa a Billi. Mario Boni era stato trovato positivo ai controlli antidoping e tra le sostanze probite vi era anche il Clostebol. Mentre la sostanza riscontrata ai controlli di Edwards era l'efedrina. Il dottor Andrea Billi aveva prescritto a Boni uno spray per la cura di un'unghia incarnita. In questo spray vi era appunto il Clostebol e quindi lo stesso Billi era stato deferito alla commissione disciplinare della federazione pallacanestro. Pur trattandosi di recidivita' (in base al regolamento e' prevista la radiazione) la commissione ha ritenuto - si legge nella motivazione - di dover "sostituire" la prevista sospensione a vita con quella della "della squalifica nella misura massima prevista dal regolamento antidoping". La commissione ha spiegato che "si e' in presenza di un atleta professionista" che come tale, in base alla legge 91 dell'81 "deve essere considerato un lavoratore subordinato". Per la giudicante la prevista sospensione a vita "inciderebbe pertanto sul diritto al lavoro" di Boni. Pur non sposando la tesi della volontarieta' nell'assunzione della sostanza dopante, "altrimenti non si spiegherebbe la possibilita' di un archiviazione del procedimento pur in presenza di un risultato positivo delle analisi", la commissione ha ritenuto "inattendibile" la deposizione del dott. Andrea Billi, riscontrando da parte sua anche qualche affermazione "non conforme a verita". L'ex medico della nazionale, consulente della Pompea, aveva dichiarato di aver prescritto a Boni la sostanza attraverso uno spray per curarsi un'unghia incarnita. La commissione ha tuttavia ritenuto che "non e' stata fornita la prova rigorosa dell'effettiva assunzione" con tali modalita', visto che "detta prova e' fondata esclusivamente sulle dichiarazioni del dott. Andrea Billi". Boni, che compira' 35 anni a fine giugno essendo nato a Codogno (Milano) il 30 giugno 1963, era stato squalificato la prima volta, sempre per doping, nel '94: nelle sue urine furono trovate tracce di nandrolone e il giocatore, anche in quell'occasione, fu squalificato due anni. Ma la pena poi ridotta a 18 mesi dopo un'amnistia decisa per l'argento vinto dalla nazionale femminile agli Europei di Brno nel '95.



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