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Archivio: CALCIOPubblicato il 13 Febbraio 1998

Ecco Salas
Il fuoriclasse cileno sbalordisce Wembley e poi vola a Roma

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L'impresa del Cile a Wembley
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Maldini giudica Salas
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La presentazione di Marcelo Salas
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Roma, 12 febbraio '98

L'incubo di Maldini e il sogno dei laziali si materializzano alle 16 a Ciampino. Arriva Jose' Marcelo Salas Melinao che dopo Wembley, ha quali tappe decisive Roma e Bordeaux. Dal prossimo anno giochera' con la Lazio ma che prima sara' avversario degli azzurri nei Mondiali di Francia. Ieri sera a Londra ha segnato una doppietta e oggi e' arrivato all'aeroporto romano trovando ad attenderlo solo pochissimi tifosi; poi il pallone d'oro sudamericano e' stato presentato alla stampa nell' Hotel Hilton. "Con il cile faremo di tutto per passare il turno, faremo il massimo - ha detto - ieri abbiamo sconfitto l'Inghilterra, una grande potenza del calcio mondiale e stiamo lavorando pensando solo a noi stessi senza preoccuparci degli avversari". Parole che unite al ricordo delle prodezze compiute dall'attaccante a Wembley, in previsione della partita dell'11 giugno a Bordeaux, costituiscono un incubo per il ct Maldini. Il presidente della Lazio, Zoff, lo ha infatti presentato dicendo: "questo e' il giocatore che spaventa il nostro commissario tecnico e l' italia". Salas degli azzurri ha detto solo che "i difensori sono molto forti" ribadendo che "il Cile deve pensare a fare il massimo senza badare a chi avra' di fronte". Il suo futuro in Italia non lo preoccupa: "so che questo campionato e' uno dei piu' difficili - ha detto - ma calcisticamente non mi preoccupa niente". Nato nel 1974 a Temuco, 600 km a sud di Santiago, e' soprannominato "El matador" ("preso da una canzone argentina che i tifosi mi hanno dedicato dopo un derby con il Colo-Colo in cui ho segnato una tripletta"), ha due idoli: Romario e Maradona. "Sperare di ripetere le gesta del 'pibe de oro' in Italia mi sembra difficile non solo per me ma per chiunque". Salas ha poi detto di conoscere Signori: "l'ho visto spesso in tv, sarei onorato di avere la sua maglia ma mi andra' benissimo anche un altro numero". E Zoff non ha escluso la possibilita' di accontentarlo: "la Lazio non ha ritirato dalla rosa la maglia indossata da Signori e quindi il prossimo anno un altro calciatore giochera' con l' 11 sulle spalle". Difficile pero' che salas diventi comunitario anche se la Lazio lavorera' in tal senso. Salas deve ancora discutere con la societa' le clausole del contratto legate allo sfruttamento dell'immagine: "non ci sono problemi", ha assicurato. Descrivendosi calcisticamente, Salas ha prima fatto una battuta, "tecnicamente non sono male", poi sorridendo ha spiegato: "ho un'altra qualita' importante, la generosita', perche' recupero molti palloni ed aiuto i compagni nell'interdizione". Nella sala della conferenza era presente anche Mons. Cox, prelato cileno, a Roma per impegni legati al Giubileo. Non ha resistito alla tentazione di incontrare il suo attaccante preferito.



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