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Pubblicato il 13 Settembre 1999
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Carolina Morace si dimette

Le incomprensioni con Gaucci mettono fine alla favola del primo 'mister' donna

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L'intervista a Carolina Morace
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Viterbo, 13 settembre 1999

Carolina Morace si e' dimessa. Ha ragione o torto?
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L'avventura del primo allenatore donna di una squadra di calcio professionistica e' finita a otto giorni dall'esordio (clicca qui). Per mancanza di fiducia. Ma e' finita anche perche' due caratteri forti, al primo vero scontro, non sono riusciti a trovare un punto d'incontro. Troppo orgogliosi per arretrare. E cosi', il 'matrimonio' sportivo tra Luciano Gaucci e Carolina Morace, celebrato anche dal settimanale 'Time' e durato poco meno di cento giorni, si e' sciolto dopo la prima sconfitta, cinque gol sulle spalle dell'allenatrice, cinque grassi rospi da digerire per il patron, che, evidentemente gli sono andati di traverso.

"Non mi va di vivere in questa precarieta' e senza fiducia - sono le prime parole di Carolina Morace, voce ferma, senza rabbia, ma incapace di nascondere la delusione - la volonta' di Gaucci di sostituire i miei collaboratori significa mancanza di fiducia nei miei confronti. Se c'e' questo clima, mi dispiace, ma io non ci sto". La telefonata di Gaucci e' arrivata questa mattina. "Il patron mi ha chiamato - ha spiegato Morace e mi ha detto che doveva prendere provvedimenti. Avrebbe sostituito l'allenatore in seconda Betty Bavagnoli e il preparatore atletico Luigi Perrone perche' non aveva fiducia nel loro operato. Inoltre mi avrebbe multato per dichiarazioni fatte ad un giornale locale che io, tra l'altro, non ho mai rilasciato. E' probabile che il giornalista abbia riportato virgolettata una domanda che mi era stata fatta a Crotone". In quell'occasione, ha raccontato la Morace, il giornalista le aveva chiesto perche' aveva deciso il silenzio stampa con i cronisti di Viterbo. "Ma io - ha aggiunto la Morace - ho semplicemente risposto che la decisione era stata presa dalla societa' e non certo da me".

I pensieri di Carolina, almeno quelli impellenti, sono ancora sulla Viterbese e non sul suo futuro. Nella sua testa c'e' ancora la squadra gialloblu', i tifosi, che prima la avevano accolta con diffidenza e poi, alla presentazione nella Villa Doria Pamphili di S.Martino al Cimino, le avevano tributato un'accoglienza da regina, come un 'mister' che si rispetti. Sciarpa al collo, foto di gruppo e cori. "I tifosi e la squadra stiano tranquilli - ha precisato - e sappiano che Gaucci sta facendo bene e fara' una grande squadra. Mi dispiace, mi sento un po' giu' perche' stavamo facendo un buon lavoro. Cinque partite, una sola sconfitta. E poi mercoledi' c'e' la Coppa e la squadra potrebbe avere delle ripercussioni". Ma il dispiacere non basta a farla tornare sui suoi passi. "Non so proprio cosa potrebbe farmi cambiare idea - ha concluso - Gaucci ha il suo carattere, io il mio. Lui non ha creduto in me e ha pensato che non avessi una personalita' forte. Se si fosse informato prima...". e mentre Gaucci sceglie il nuovo mister, Morace si congeda: "continuo ad essere un allenatore, vediamo cosa succede". L'avventura e' proprio finita.

La storia tra Carolina Morace e la Viterbese comincia il 21 giugno, data in cui il patron Luciano Gaucci annuncia di averla ingaggiata come allenatore della Viterbese, impegnata nel campionato di serie C/1. Carolina e' il primo allenatore donna a sedere su una panchina di una squadra maschile di professionisti. La tifoseria accoglie freddamente la notizia, ma Gaucci afferma convinto: "ci portera' in alto". Il primo luglio e' il giorno della presentazione. Al palazzo di Doria Pamphili, accanto ad un Gaucci raggiante, la Morace spiega il suo calcio: "sono qui per vincere, ho alle spalle un passato prestigioso che molti miei colleghi non hanno. Non ho paura delle responsabilita' ne' della fama del presidente, da tutti considerato un 'mangia-allenatori', e' un entusiasta come me, faremo bene". "Voglio una squadra duttile - aggiungeva quel giorno la Morace - capace di cambiare in corsa, ma il mio modello di base e' il 4-4-2: quello di Lippi e Capello, quello che ha reso grandi Juve e Milan." Il presidente Gaucci la rassicura e se la coccola: "mi piace confrontarmi con i miei allenatori ma non ho mai mangiato nessuno. Credo fortissimamente in Carolina, ci portera' in serie B. Con lei la Viterbese ha dato una svolta al mondo del calcio". Nel precampionato la Viterbese ottiene due vittorie e una sconfitta, ma e' il campionato il banco di prova piu' importante. Alla prima giornata Carolina non stecca, davanti a 3000 persone la Viterbese supera in casa per 3-1 il Marsala. Entusiasmo alle stelle, la Morace sotto la curva e Luciano Gaucci che gongola in tribuna: "l'avevo detto che Carolina e' brava. La squadra ha ampi margini di miglioramento, la B e' un obiettivo possibile." La vittoria della Morace ha una risonanza internazionale. Carolina finisce sulle pagine del 'Time' e nelle trasmissioni della Cnn. Secondo il settimanale americano, la "Morace rappresenta nel calcio italiano quello che Michael Jordan e' stato nel basket". Fa scalpore che anche il secondo allenatore sia donna, Betty Bavagnoli.

Dopo tanto clamore arriva la seconda di campionato ed anche i primi problemi. La Viterbese perde 5-2 a Crotone, ma Carolina non ci sta: "i piu' pericolosi siamo stati noi, una sconfitta assurda. Questa squadra comunque fara' innamorare i tifosi, perche' gioca col cuore". Ma Carolina questa volta si sbaglia, i piu' pericolosi non sono stati i suoi calciatori a volta, ma ancora una volta il suo presidente.


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