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Una catena tedesca di grandi
magazzini, la Kaufhof, ha ritirato dalla vendita la maglia
giallo-nera del Borussia Dortmund, commercializzata dalla Nike,
perche' nel tessuto e' stata individuata una sostanza tossica
che provoca la sterilita' negli uomini e disfuzioni ormonali
nelle donne. Si tratta del tributyltin (tbt), sostanza a base di
metalli pesanti usata comunemente nell'industria tessile
statunitense per le sue proprieta' antibatteriche e deodoranti.
Viene impiegata anche nelle vernici per le navi per le sue
proprieta' antivegetative. Ricerche olandesi e britanniche
hanno pero` dimostrato che il tbt provoca mutazione nelle lumache
marine e Il World Wildlife Fund si e' mobilitato per ottenerne
la messa al bando su scala mondiale.
Secondo il giornale "Die Welt", una
presenza dello 0,1 per cento e' altamente pericolosa e la
sostanza puo' essere assorbita dall'organismo per via orale o
attraverso la pelle: in quantita' elevate sembra provochi
problemi neurologici, danni al sistema immunitario e al fegato,
afferma Juergen Kundke, scienziato tedesco attivo nel campo
della difesa dei consumatori. Inoltre, sembra che negli uomini
possa causare sterilita' e nelle donne comporti alterazioni
ormonali (fra l'altro farebbe crescere la barba). La denuncia
partita dalla tv ha messo in allarme i dirigenti del Borussia
Dortmund, che si sono affrettati a precisare che non hanno
niente a che vedere con la vendita della maglia sociale, e di
altri club, come l'Herta Berlino, il Kaiserslautern e il Monaco
1860 che si sono affidati alla Nike per la commercializzazione
dei loro prodotti sportivi. Per precauzione i grandi magazzini
hanno tolto dagli scaffali tutte le maglie sportive prodotte
dalla Nike. Il Borussia ha comunque fatto sapere che i suoi
giocatori indosseranno regolarmente le maglie della Nike in
un'amichevole in programma domani.
La maglia del Borussia era in vendita nei negozi della
Kaufhot and Karstadt a 140 marchi - 140.mila lire.
La Nike da parte sua ha dichiarato che sta indagando sul
caso, ma sostiene che finora "non c'e' motivo legittimo per
credere che ci siano dei rischi". Le maglie in questione sembra
siano prodotte in Gran Bretagna.
RaiSport
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