22 Marzo 2000


archivio: CALCIO


Addio Mister Rovesciata

E` morto Carlo Parola, l'inventore della rovesciata

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Il servizio
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Il ricordo di un amico, Boniperti
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Roma, 22 marzo 2000

L'ultima rovesciata l'ha fatta all'Almanacco Panini. La bibbia degli appassionati di calcio dava Parola Carlo morto dall'anno scorso, curiosa forma di irriconoscenza verso un uomo che con il suo splendido gesto aveva contraddistinto l'era delle figurine finendo stampato su tutte le buste che le contenevano. Lui, dedito a combattere il male, non se l'era presa piu' di tanto. E probabilmente non se la sarebbe presa in nessun caso: era uomo di grande classe, in campo e fuori, e non era solito portare rancore.

Esordi' giovane, nella vita di tutti i giorni aveva smesso da poco i calzoni corti, nella Juventus: giocava centromediano nel sistema, un po' stopper ed un po' libero. Centrale, si direbbe oggi.

Marcava i centravanti avversari con misto di tecnica e prestanza fisica. E dove non arrivava con le sue doti naturali, penso' di arrivarci con un gesto acrobatico allora sconosciuto: la rovesciata.

Fu un fotografo scaltro ad immortalarlo in una delle immagini piu' famose della storia del calcio: mise la macchina a terra cosi' da far sembrare ancora piu' alto il salto all'indietro di Parola. Ma andava davvero su, il centromediano al quale la guerra come a tanti campioni contemporanei tolse sogni, soldi e soddisfazioni: uno su tutti, Fausto Coppi, col quale aveva un rapporto di simpatia.

Fu il primo italiano ad essere convocato nel Resto del Mondo. Aveva impressionato i tecnici marcando giocatori come Amadei, Jeppson, Nordhal: centravanti potenti e tecnici con i quali rivaleggiava in tutti i campi, in particolare nel gioco aereo.

Dopo parola nel resto del mondo tocco' ad un altro italiano che avrebbe scandito la sua carriera: Giampiero Boniperti. Furono prima compagni di squadra, poi parola divento' allenatore di Boniperti. Quindi quando il geometra di Barengo chiuse il cerchio assumendo la carica di presidente bianconero, lo richiamo' in panchina a sostituire Cestmir Vicpaleck: Parola si sdebito' lanciando un altro grande juventino come Gaetano Scirea e vincendo uno scudetto.

Ebbe la colpa pero' di perderne un altro che sembrava gia' in bacheca, cinque punti di vantaggio sul Torino di Radice. Invece un trittico negativo (sconfitte con il Cesena, nel derby e con l'Inter) consenti' ai granata il sorpasso. Nella partita decisiva Parola commise l'errore di schierare il libero Scirea con il numero 10 a fare il centrocampista. Un salto all'indietro in un calcio che si andava facendo sempre piu' offensivo: in un certo senso, una rovesciata sbagliata. L'unica della sua carriera, che gli costo' la panchina juventina.
Lui, pero`, non se la prese con il vecchio amico Boniperti, e mando' in fumo la delusione con l'ennesima Gauloise.


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