18 Luglio 2000


archivio: CALCIO


Lazio

Il nuovo Mancini

Da domani sara` un ex giocatore per diventare ufficialmente il vice di Eriksson

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Il servizio
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Roma, 18 luglio 2000

"Da domani a tutti gli effetti saro' un ex giocatore".

Roberto Mancini tra 24 ore sosterra' a Coverciano l'esame per ottenere il patentino di allenatore di seconda categoria.

A fine campionato il fantasista aveva annunciato il ritiro dal calcio, ma c'era sempre una piccola, anche se remota, speranza di rivederlo in campo. In Italia non e' come in Inghilterra e chi diventa allenatore non puo' scendere in campo.

La Lazio si e' radunata ieri e Mancini e' accanto ad Eriksson, pronto a dare suggerimenti ai suoi ex compagni di squadra. "Emozioni particolari? Non particolarmente," dice il vice allenatore, "e' solo una messa in moto. Stiamo accendendo il motore. Solo in campo vedro' se saro' emozionato o meno. Sono molti anni che lavoro, o meglio, gioco per Eriksson.

Con Sven non cambia praticamente niente, l'unica cosa diversa e' che lui non potra' contare su di me in campo".
Mancini, infatti, dal tecnico svedese e' sempre stato considerato il vero allenatore sul terreno di gioco: "Per me questo e' sempre stato un gran complimento e ne sono orgoglioso. Adesso che sono quasi un allenatore so per certo che una cosa del genere semplifica di molto il lavoro del tecnico".

Mancini, poco dopo, ricorda lo scudetto appena vinto e prova a dare la sua ricetta ai giocatori per tentare il bis: "Il fatto piu' importante e' quello di dimenticare in fretta," sintetizza Mancini, "rimuovere i momenti belli ed essere umili. Solo cosi' possiamo provare a vincere di nuovo. Gli obiettivi? Come al solito proviamo a vincere tutto".

Qualcuno come Roberto Baronio, ma non solo lui, ha affermato che, forse, Mancini ha smesso di giocare troppo presto. L'ex giocatore non sembra essere di questo avviso: "Se continuavo avrei potuto solo peggiorare. E' stato un anno irripetibile".

Il presidente Cragnotti ha definito Roma come la nuova capitale del calcio. "Lazio e Roma sono due formazioni molto forti che possono lottare per lo scudetto, ma in ogni caso a luglio sono sempre tutti competitivi". Mancando Mancini la squadra di Eriksson non sembra avere piu' un leader: "In una squadra ci devono essere piu' leader e la Lazio ha la fortuna di averne tanti come Nesta, Mihajlovic, Nedved, Veron e anche Crespo".

E la maglia numero 10? "Lo decidera' Eriksson e la societa', per me sinceramente non cambia nulla. Quella e' una maglia importante in tutte le squadre". Sulla teoria di Ancelotti (Lazio meno forte per i troppi cambi) Mancini spiega: "Abbiamo cambiato molto, ma spero che Carlo si sbagli". E sulle polemiche con la Juve Mancini taglia corto: "Tanta acqua e' passata".


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