2 Novembre 2000


archivio: CALCIO


Parla un grande vecchio

Come il mio Verona

Osvaldo Bagnoli esamina l'exploit dell'Udinese. Meno convinto delle possibilitą dell'Atalanta

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Roma, 2 novembre 2000

"L'Udinese ha le caratteristiche del mio Verona, e il fatto che ci siano tante squadre forti puo' anche avvantaggiarla". Osvaldo Bagnoli, artefice dell'ultimo miracolo di provincia (anche se sei anni dopo lo scudetto gialloblu' dell'85 ci fu quello della Sampdoria), ormai da anni lontano dai riflettori, crede piu' nelle possibilita' della squadra di De Canio che in quella di Vavassori, anche se "e' ancora presto, siamo solo alla quarta di campionato". "Che due squadre cosi' ai giorni nostri siano in testa al campionato un po' mi sorprende" ammette. Soprattutto a stupirlo e' l'Atalanta: "E' la vera sorpresa, ma e' una squadra giovane".

Altra cosa e' l'Udinese. "Negli ultimi anni si e' sempre inserita nell'alta classifica, c'e' gente esperta e matura che gioca in azzurro e in altre nazionali" spiega Bagnoli, che non esclude che il primato friulano possa durare. "E in una situazione che somiglia a quella del mio Verona - ribadisce -, anche se erano altri tempi. E il fatto che ci siano tante squadre forti, una volta c'erano solo Milan, Inter e Juve, puo' anche favorirla. Se per l'Udinese gira bene basta che vinca con le piu' deboli, e poi nei confronti diretti puo' anche andare a vincere a Torino e fare risultato a Milano".

Squadre provinciali dunque terribili. "Non dimentichiamo - ricorda Bagnoli - che l'anno scorso chi all'ultima giornata ha fatto 'giustizia' e' stato il Perugia".

Ma per la partenza al rallentatore di molti grandi squadre per l'ex tecnico di Cesena, Verona, Genoa e Inter c'e' anche un altro motivo. "Quelli passati non sono stati mesi regolari - spiega alludendo ai ritardi per il torneo olimpico -, puo' succedere di non trovare subito la forma".

Quanto all'Inter, l'ultima grande da lui allenata, per Bagnoli e' sempre la stessa storia: "Tutti gli anni bisogna dire che si lotta per lo scudetto, se non e' cosi' non sei l'Inter. A volte questo non e' vero. Se la societa' facesse una programmazione di due-tre anni potrebbe avere risultati migliori". Anche se Bagnoli ammette che "e' difficile vincere senza giocatori che fanno la differenza" come Ronaldo e Vieri.

L'ultima battuta l'anziano tecnico la riserva per Sven Goran Eriksson, nuovo ct inglese, che dice di stimare "come tecnico e come uomo". "E' una cosa che fa un certo senso. Sono molto curioso di vedere come va - dice -. Certo la sua e' una situazione difficile. Voglio vedere se alla Lazio va male una partita o due ... nel calcio si fa presto a vincere, ma anche a perdere. Da noi cinque allenatori sono stati bocciati gia' prima del campionato". E conclude: "I giocatori in scadenza di contratto finiscono il campionato. Non vedo perche' non debbano fare la stessa cosa gli allenatori. Anche se c'e' il precedente di Lippi ...".


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