27 Novembre 2000


archivio: CALCIO


Roma ritrova la leggenda

Inaugurato il campo di Testaccio, il primo stadio di calcio giallorosso

img
img
img
img
img
Il servizio
Real Video - 369886 bytes - download
img
img

Roma, 27 novembre 2000

La Roma del primato ritrova la sua leggenda. La squadra regina di questo primo scorcio di campionato ha fatto un tuffo nella sua memoria storica. E' tornato infatti a vivere ufficialmente quello che e' stato il simbolo della squadra giallorossa, lo Stadio di Testaccio, il campo che fu teatro delle gesta della Roma fra il 1929 e il '40, ma la cui storia ha travalicato abbondantemente quei confini.

L'appellativo 'Roma di Testaccio' e' sempre ricorso quando la squadra ha dato prova di carattere, di forza, di abnegazione; tutti attributi che ben si calzavano alla Roma di quell'epoca, una squadra battagliera per eccellenza, in un periodo in cui lo spirito agonistico ancora prevaleva su altri aspetti meno platonici del calcio. E non sembra una coincidenza casuale il fatto che questo ritorno al passato sia coinciso con il momento magico che sta vivendo la Roma di oggi, con il primato in classifica e un distacco dalle altre pretendenti allo scudetto gia' consistente, se si considera che non e' stato giocato neanche un quarto di campionato. Riabbracciando il proprio mito, la Roma attuale potra' trarre nuovi stimoli per questo presente cosi' carico di buone promesse.

Costo' poco piu' di 1 milione e mezzo (e senza aumenti in corso d'opera) il vecchio Stadio Testaccio, con le tribune in legno colorate di giallorosso e il terreno di gioco polveroso e senza un filo d'erba. Su questo rettangolo da pionieri sono passati nomi che hanno fatto la storia del club di Franco Sensi. Dal fiumano Rodolfo Wolk, 'sciabbolone' per i tifosi, capocannoniere per quattro anni della Roma di quell'epoca e che come goleador puo' a ben ragione essere considerato il 'nonno' di Batistuta, ad Amadeo Amadei, che debutto' sul nel 1937 a soli 16 anni. Dal grande Fulvio Bernardini che da li' prese le mosse per una carriera leggendaria dentro e fuori dai campi, a Ferraris IV, il primo campione dalla vita sregolata, da Faele Costantino, il 'reuccio' che buco' due volte il mitico portiere Zamora, ad Arturo Chini, ufficialmente il primo straniero della Roma. E ancora il gigante fra i pali Guido Masetti "ch'e' primo portiere" come recitava una filastrocca dei tifosi giallorossi. Gli oriundi argentini Guaita (record di 28 gol in una stagione) Scopelli e Stagnaro, che fuggirono improvvisamente alla vigilia del campionato '35-'36 terrorizzati dalla falsa voce che li avrebbero spediti in Etiopia a combattere. Il terzino Monzeglio, campione del mondo e gentiluomo.

Fra i successi piu' significativi di quell'epoca ci fu il famoso 5-0 alla Juventus dei cinque scudetti nel campionato del '30-'31, vinto poi dai bianconeri davanti ai giallorossi; un doppio successo nel derby con la Lazio nell'anno successivo e un terzo posto finale; un 6-1 inflitto al Torino (poi vincitore del campionato) con 5 reti di Wolk. Dei miti di quel tempo, all'inaugurazione del nuovo Testaccio, c'era oggi ancora Amadei. Poi altre vecchie glorie degli anni a seguire come Krieziu, Cardarelli, Losi, Bruno Conti, giocatori che hanno rappresentato qualcosa nella Roma del dopo Testaccio e che sono apparsi come un anello di congiunzione fra la gloria passata e quella che la nuova Roma si sta ricostruendo dopo alcuni anni di limbo calcistico. E' stato il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, a inaugurare il nuovo Campo Roma, tutto ristrutturato. L'arrivo di Rutelli, di cui e' nota la fede calcistica biancoceleste, e' stato comunque accolto dall'entusiasmo di tantissimi tifosi romanisti che lo hanno salutato sventolando le bandiere della squadra. Rutelli ha ringraziato tutti, dal presidente della Roma, Franco Sensi, ai suoi collaboratori, alla gente del quartiere. "Questo e' uno spettacolo unico al mondo - ha detto - torna a vivere una delle glorie di Roma tra il Monte dei Cocci e la Piramide Cestia. Questo campo - ha proseguito - che e' stato realizzato con la partecipazione del quartiere, sara' un vero e proprio centro sportivo per quanti abitano qui. Questa e' una giornata - ha detto ancora - che commuove tutti i romani, anche quelli che non sono romanisti perche' torna a vivere un impianto che rappresenta la memoria sportiva di tutti i cittadini di Roma".


RaiSport

Copyright RaiSport
A cura di ...

Red. Internet RaiSport
Scrivi a RaiSport