4 Giugno 2001


archivio: CALCIO


Un sogno che si avvera

Volevo lo scudetto da quando ero bambino dice Totti in esclusiva a RaiSport

img
img
img
img
img
img
img
img
img
Il servizio
Real Video - 500781 bytes - download

Roma, 4 giugno 2001

Il conto alla rovescia e' cominciato: la parola finora impronunciabile viene detta alla vigilia della trasferta di Napoli, ironia della sorte e della scaramanzia, da Francesco Totti: "Lo scudetto era il mio sogno da bambino, ma ora basta con le parole: spero si passi ai fatti".

Per la sfida che puo' valere una stagione, domenica al San Paolo, Capello si ritrova con un poker d'assi in attacco, e la difficile scelta di scartarne uno: per Batistuta parlano i precedenti, per Delvecchio il gol ritrovato in nazionale, per Montella le ultime domeniche, per Totti la prestazione splendente in Georgia. E se c'e' uno certo di non finire nel mazzo dello scarto, quello e' proprio il capitano giallorosso. Per quanto Totti stesso sappia di non essere, nella Roma, un intoccabile come in azzurro: "Trap e Capello sono due bravi allenatori," ha detto l'attaccante, nell'intervista di Fabrizio Failla di RaiSport che potete ascoltare nel file Real Video che trovate in cima alla pagina, "mi fa piacere sentire il ct definirmi un intoccabile, anche se in teoria in azzurro dovremmo essere tutti cosi', perche' siamo la miglior espressione del calcio italiano.

Nella Roma non e' un paradosso che io venga sostituito, e anche questo ci sta, ma resta che sono io il capitano.." e dunque il simbolo della Roma che vuole vincere. "Sognavo lo scudetto da bambino, quando andavo in curva. Ora speriamo sia finito il tempo delle parole, e si passi ai fatti. La nazionale mi ha aiutato a crescere, sento l'affetto della gente e il rispetto dei tifosi anche quando vado in altre citta`".

Dunque, per ora meglio tenere lontane le lusinghe del Pallone d'Oro, nonostante le candidature arrivino da campioni del peso di Rivera e Mazzola, ma solo perche' c'e' un obiettivo piu' vicino: "Il Pallone d'Oro? Si', ho detto che ci penso, ma per arrivare fin lassu', bisogna prima vincere con il proprio club" e domenica prossima e' il primo appuntamento che conta, in questo senso.

Nella Roma, come in se` stesso, Totti aveva sempre creduto, figurarsi ora che manca solo una vittoria. "Ho sempre creduto nelle mie potenzialita'," ha ribadito il giocatore, in un breve break al suo relax al mare, "nonostante i dubbi di tanti. L'unica cosa che in passato mi ha dato fastidio erano le voci sulla mia vita privata, specie di quanti non conoscevo. Quanto alla Roma, avevo detto a inizio stagione che questo sarebbe stato l'anno della Roma. La svolta? A Parma, dopo il rigore sbagliato e la rimonta con la doppietta di Batistuta, negli spogliatoi ci siamo guardati e abbiamo concluso: siamo la squadra da battere". Lo e' stata anche grazie all'abbondanza di ricambi in attacco. Dopo lo sfogo di Montella, per la panchina in Roma-Milan, ora c'e' l'enigma Napoli da risolvere: che, a dire il vero, sembra ristretto all'alternativa Delvecchio-Montella.

La tesi Capello e' infatti arcinota: "Batistuta e' utile perche' obbliga sempre due uomini avversari a marcarlo, lasciando spazi agli altri giocatori che si spingono in avanti".

Le scelte effettuate finora, poi, parlano chiaro: l'argentino non si tocca. E' difficile ricordare un'uscita anticipata dal campo dell'argentino, capitata solo in caso di infortunio. e allora, il tormentone e' ancora Montella-Delvecchio. L'Aeroplanino sembrava aver finalmente conquistato la fiducia di Capello nelle ultime giornate. La realta' e' un'altra: Marco Delvecchio aveva problemi muscolari che hanno spinto, praticamente obbligato, il tecnico ad utilizzare Montella. A Bari l'ex interista era in tribuna, per questo Montella e' sceso in campo dall'inizio e puntuale, la conferma contro il Milan: Delvecchio di nuovo in campo, l'Aeroplanino seduto vicino a Capello. La gara disputata da Delvecchio in azzurro ha confermato le sue doti da prima punta, inespressa nella Roma dove Capello gli chiede sacrifici sulla fascia e a centrocampo. Cosi' anche domenica a Napoli si potrebbe ripetere il copione visto a Tbilisi: Montella apparentemente piu' in forma, Delvecchio di fatto in campo.

Ma Capello ripete che l'abbondanza e' la fortuna della Roma. Tanto che non sembra preoccupato piu' di tanto dall'assenza di Candela (per la prima volta dovra' farne a meno, i sostituti possibili sulla fascia: Di Francesco o Tommasi). Piuttosto, il quesito e' quello sulla spinta sulle fasce, che dalla parte opposta da tempo 'Pendolino' Cafu non sembra piu' assicurare: "Basta una vittoria ed e fatta dichiara tranquillo il brasiliano noi dobbiamo rimanere tranquilli e rispettare i nostri avversari. Affrontarli con umilta': noi puntiamo allo scudetto, loro lottano per non retrocedere. Abbiamo motivazioni simili, ci aspetta una partita dura e una giornata particolare" e questo Totti lo sa bene.


RaiSport

Copyright RaiSport
A cura di ...

Red. Internet RaiSport
Scrivi a RaiSport