11 Gennaio 2002


archivio: CALCIO


Juventus

Grazie Lippi

La nuova posizione in campo permette al ceco Nedved di rendere di pił

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intervista a Pavel Nedved
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Torino, 11 gennaio 2002

Marcello Lippi incassa un altro attestato di fiducia: dopo quello di Thuram, arriva il "grazie" di Pavel Nedved, un campione che si era improvvisamente smarrito e che, dopo i tentativi ripetuti del tecnico di spostarlo di posizione, ha finalmente trovato quella giusta, in cui puo' rendere di piu'.

"Era l'ultimo tentativo - scherza il centrocampista ceko - e poi avrei potuto provare solo il ruolo di portiere. Devo dire grazie a Lippi, per aver trovato per me una collocazione tattica che non avevo mai provato, neppure in nazionale e proprio in questa, finalmente gioco come so, ho molti piu' palloni a disposizione, posso andare al tiro e dialogare di piu' con i compagni". Si puo' definire "trequartista", lui che invece ha le caratteristiche quasi di una punta, per corsa e tiro? "Non proprio: il trequartista suggerisce, mentre io mi muovo e tento la conclusione. Certo, se capita, provo a dare la palla giusta al compagno per lanciarlo a rete".

Ma i termini non contano: e' la netta differenza di rendimento di Nedved nelle ultime partite a fare testo. "Ero incavolato, non tanto per le vostre giuste critiche, quanto con me stesso, perche' non riuscivo a spiegarmi il motivo del mio cambiamento in negativo. Adesso va molto meglio, ma non basta: non so dirvi se sono al cento per cento, perche' credo di poter migliorare ancora in tutte le giocate. Di un fatto sono certo: adesso sono in forma".

Dunque, la Juventus puo' contare su di lui nella corsa scudetto. Una Juventus che forse gli aveva fatto venire qualche dubbio, nei mesi passati, di aver fatto la scelta giusta? "Assolutamente mai. Ne parlavo anche con mia moglie quando le cose non andavano bene. Adesso c'e' la conferma che e' la squadra piu' forte. Solo la classifica non dice cosi', ma la Roma, pur fortissima, si puo' benissimo raggiungere. Manca ancora tanto tempo e come i giallorossi hanno vinto a Torino, cosi' noi potremo vincere a Roma, tra un mese. C'e' anche la fame di vittorie dell'Inter, da considerare. Ma soprattutto, conta che la Juventus ha ingranato la marcia giusta".

Mercoledi' sera ha affrontato e visto da vicino Cristiano Doni, l'oggetto del desiderio bianconero, che comunque aveva gia' affrontato in passato. "Mi piace moltissimo, ha classe, fa gol, fa girare la squadra. Potremmo benissimo giocare insieme, sarei contento se arrivasse alla Juventus. Noi due troppo simili? Lo dicevano anche di me e Veron, alla Lazio, e poi abbiamo vinto lo scudetto. In generale, comunque, penso che in una squadra, piu' campioni ci sono e meglio e'".

Rispunta anche il nome di Zidane, perche' adesso Nedved, in pratica, ricopre il suo ruolo. "Lui e' di un altro pianeta. Io speravo solo e spero, per me stesso e i tifosi juventini, di dare loro qualche soddisfazione, vincendo trofei importanti. Non sono la sua controfigura, ma un giocatore diverso. I paragoni tra me e lui non possono reggere".

Nedved ha un'ultima riflessione per l'immediato futuro, la partita di Venezia. "Leggo che sul campo potrebbe esserci ghiaccio: sarebbe davvero un problema per noi, ci preoccupa un poco".


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