21 Marzo 2002


archivio: CALCIO


Crisi: ricetta Bearzot

L'ex CT della nazionale commenta il momento difficile che il calcio italiano sta attraversando in Europa

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L'intervista
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Coverciano, 20 marzo 2002

Troppi stranieri in squadra, troppi prestiti e gli italiani non costituiscono piu' l'asse portante della formazione di un club: se il calcio italiano in Champions League ha subito un altro crack e' per questi motivi. lo sostiene Enzo Bearzot, il tecnico che guido' l'Italia al successo nella Coppa del Mondo del 1982 in Spagna e ora neo presidente del settore tecnico della Federcalcio.

"Non esiste piu' una superiorita' numerica degli italiani nelle nostre squadre e cosi' i giocatori non avvertono piu' il senso di appartenenza. In altre parole non si gioca piu' per affetto e per amore".

Bearzot non si limita a spiegare i perche' del tonfo in Champions, ma indica anche come correggere questa situazione. "Credo che l'unica soluzione possibile sia quella di tornare a squadre con maggioranza numerica di giocatori italiani, con meno stranieri anche perche' in molti casi non sono migliori dei nostri. Anche i prestiti sono una rovina per il calcio, sarebbe bello tornare a squadre formate per intero da giocatori che appartengono alla stessa societa' e con rose piu' ristrette che servono a cementare il gruppo".

A questo proposito l'ex tecnico azzurro ha ricordato che "la squadra che vinse il mondiale dell'82 era quasi la stessa di quattro anni prima. "Eppure c'era qualcuno che mi aveva criticato perche' non cambiavo quasi mai, ma la nostra forza fu anche quella, il gruppo divento' grande stando assieme, lavorando e rafforzando il rapporto di amicizia reciproca. Ho sempre creduto moltissimo in questo aspetto, tanto che quando c'era qualcuno che non andava d'accordo con un compagno lo mettevo apposta in camera con lui".

I pensieri di oggi di Bearzot sono legati ai ricordi mondiali, stupendi, trionfali. Eppure ammette che in quella squadra di campioni avrebbe visto bene un talento di oggi: Francesco Totti. Alla sua nazionale spagnola avrebbe fatto comodo un giocatore di quella di oggi del Trap? Sorride Bearzot: "Di quei ragazzi non avrei messo fuori nessuno ma riconosco che uno come Totti lo avrei preso volentieri".

Similitudini tra la sua nazionale e quella di oggi? "Direi che Trapattoni e' piu' fortunato. In giro non vedo talenti come Maradona e Zico. Poi io avevo gli uomini contati, mentre il Trap l'unico problema l'ha in difesa dove i ricambi non sono molti, ma ho grande fiducia in questa Italia".

E lo scudetto? "Credo che la Roma sia meglio attrezzata".

Bearzot parla al centro tecnico di Coverciano, dove stamani si e' insediato come presidente del settore tecnico. Quattro le linee che guideranno il suo programma: "Scuola di tecnica, di tattica, punto di riferimento per il settore giovanile e del settore medico".

In attesa di vedere i frutti del suo lavoro si commuove davanti alla foto che lo ritrae mentre solleva la Coppa del Mondo.


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