10 Aprile 2002


archivio: CALCIO


La Juventus verso lo scudetto

Compattezza e chiarezza

Conte racconta cosa e` successo nello spogliatoio della Juventus dopo il pareggio con la Lazio

Il servizio
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Torino, 10 aprile 2002

Piu' sono anziani e piu' li confermano, a patto naturalmente che siano campioni. Dopo Ciro Ferrara, ecco Antonio Conte: a 32 anni il suo contratto e' stato prolungato di due stagioni, con l'opzione per una terza, e quindi raggiungera' anagraficamente in maglia bianconera il collega napoletano.

La spiegazione di Conte, molto contento dell'evento, e' semplice: "La societa' ha deciso di puntare sugli anziani per far crescere i nuovi arrivati, i giovani che si affacciano alla prima squadra. Noi siamo cosi' un grande gruppo e questa sara' la nostra arma in piu' nella volata scudetto". Quando gli si chiede di chiarire meglio un presunto "patto di ferro" nello spogliatoio, la settimana scorsa, rivelato da Buffon e Pessotto, allarga le braccia: "Non c'e' stato nessun patto particolare. Noi ci parliamo sempre dopo una partita andata male, il confronto e la chiarezza sono sempre stati alla base del nostro gruppo. Per questo dico che e' un valore in piu', chiunque venga a giocare qui. Dopo il distacco di sei punti, potevamo buttare via tutto e invece un pizzico di speranza lo abbiamo conservato".

Un gruppo, quello juventino, da difendere anche in chiave- nazionale: Ferrara ha risposto in toni ironici, ma duri a Trapattoni che lo aveva definito "vecchietto", Conte e' piu' diplomatico: "Il Trap non intendeva offendere nessuno, ma e' andato un po' oltre, si e' lasciato un po' andare. Stiamo parlando infatti di campioni che fanno comodo alla nazionale. Io al Trap devo tanto, gli sono grato in eterno, per avermi lanciato nella Juventus, rispettero' quindi le sue decisioni: se ritiene che altri possano dare piu' di me, e' giusto che faccia le proprie scelte".

Conte ritorna in squadra proprio con il Milan. "Pur se difficile - taglia corto il centrocampista bianconero - e' una partita fondamentale. Adesso c'e' piu' entusiasmo, anche se la situazione e' ancora molto difficile, ma abbiamo recuperato quasi tutti gli infortunati".

Essere un grande gruppo equivale anche a non farsi condizionare delle polemiche tipiche dei finali di campionato? "Noi, nello spogliatoio, non abbiamo neppure parlato dei due rigori di Venezia. Accettiamo le decisioni e confidiamo negli arbitri. Eravamo tranquilli quando stavamo in testa e lo siamo anche adesso che stiamo dietro. Un arbitro non parte con l'idea di compensare". Fugace anche il commento sull'ironia di Antonio Giraudo, che ha parlato di "pali, pozzanghere e fischi ravvicinati" che possono condizionare un campionato: "Si vincono anche con la fortuna e una concomitanza di situazioni che vengono a tuo favore. L'episodio di Perugia mi ha fatto talmente male che ho cercato di rimuoverlo per sempre". Nella corsa scudetto, Conte ribadisce che "l'aspetto psicologico conta sempre molto. La palla ti pesa tantissimo quando sai che un errore non e' piu' rimediabile".

Quest'ultimo, e' uno dei primi concetti da spiegare ai giovani, quando vestono la maglia juventina per la prima volta: il caso Conte (11 anni alla Juventus) autorizza a rispolverare il termine "bandiera". "Purche' continui a sventolare", minimizza lui.


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