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Pubblicato il 8 Ottobre 1999
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Mondiali ciclismo / Under 23

Giordani d'oro

Trionfo azzurro: 2° posto di Luca Paolini che batte in volata il tedesco Kessler

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Luca Paolini
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il podio
Il servizio
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l'ultimo chilometro del trionfo azzurro
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Verona, 8 ottobre '99

Un colpo di genio di Leonardo Giordani regala all'Italia la prima medaglia d'oro dei mondiali su strada e apre il trionfo azzurro completato dall'argento di Luca Paolini. Ma i fiori dei vincitori vanno divisi con gli altri quattro azzurri, formidabili nel difendere il vantaggio che Giordani progetta da lontano.

Un successo, quello azzurro, ipotizzabile dalla forza di questa squadra ma costruito con coraggio e volonta' dall'atleta romano che all'ultimo passaggio sulle Torricelle e' chiamato a difendere solo cinque secondi. Gara lunga per la categoria, ma veloce, capace di maturare una severa selezione: a meta' gara solo 97 dei 182 partenti rimangono tra i protagonisti. Alla fine del quinto giro il gruppo e' compatto, ma in questo momento inizia la corsa.

La gara si infiamma attorno al 120° chilometro quando decidono di andarsene in tre: Giordani, vincitore del Giro delle regioni di quest'anno, il bielorusso Seniouchkine, il norvegese Hushovd. un'azione importante che i primi due, compagni di squadra nella Vellutex, perfezionano allungando a meta' salita, scollinando con quasi 50" di vantaggio. Trovano l'accordo Giordani e Seniouchkine, che salutano il resto della compagnia e planano su Verona sfiorando in discesa i 90 km all'ora.

Dietro le maglie azzurre, con Paolini e Lobeboselli su tutti, lavorano per frenare il gruppo di una cinquantina di elementi: il plotone dapprima riduce le distanze, ma, quando la strada riprende a salire, si addormenta permettendo alla coppia di testa di solidificare il vantaggio e ripassare sul colle ancora con una cinquantina di secondi che aumenta sul minuto in pianura. Non c'e' accordo nelle retrovie, si procede per tentativi al buio, con scatti brevi e improvvise rinunce. Ci provano a turno il russo Petrov, bronzo nella crono di Treviso, il tedesco Werner e il francese Fritsch. E' proprio il campione transalpino ad allungare agganciato dal solito Paolini, dal tedesco Schreck, dall'austriaco Trampusch. Si forma un quartetto dalla vita breve perche' il gruppo rientra poco dopo l'inizio dell'ultimo giro. E nonostante l'azione frenante degli azzurri il plotone insiste. Se ne accorge Giordani, che sulle Torricelle pianta Seniouchkine e, spalleggiato dal grande lavoro dei compagni di squadra in testa al gruppo, reagisce alle artigliate della ventina che inseguono. Una discesa senza respiro per prenotare il gradino piu' alto del podio.

"Devo molto alla squadra e al pubblico - commenta Giordani all'arrivo - una vera marcia in piu' anche se avevo la gamba buona. Ho capito di avercela fatta sul traguardo. Quando sono partito a meta' gara non ci credevo".

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ordine d'arrivo

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