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 | | Luca Paolini |
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 | | il podio |
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l'ultimo chilometro del trionfo azzurro Real Video - 637786 bytes - download
Verona, 8 ottobre '99
Un colpo di genio di Leonardo
Giordani regala all'Italia la prima medaglia d'oro dei mondiali
su strada e apre il trionfo azzurro completato dall'argento di
Luca Paolini. Ma i fiori dei vincitori vanno divisi con gli
altri quattro azzurri, formidabili nel difendere il vantaggio
che Giordani progetta da lontano.
Un successo, quello azzurro, ipotizzabile dalla forza di
questa squadra ma costruito con coraggio e volonta' dall'atleta
romano che all'ultimo passaggio sulle Torricelle e' chiamato a
difendere solo cinque secondi. Gara lunga per la categoria, ma
veloce, capace di maturare una severa selezione: a meta' gara
solo 97 dei 182 partenti rimangono tra i protagonisti. Alla fine
del quinto giro il gruppo e' compatto, ma in questo momento
inizia la corsa.
La gara si infiamma attorno al 120° chilometro quando
decidono di andarsene in tre: Giordani, vincitore del
Giro delle regioni di quest'anno, il bielorusso Seniouchkine, il
norvegese Hushovd. un'azione importante che i primi due,
compagni di squadra nella Vellutex, perfezionano allungando a
meta' salita, scollinando con quasi 50" di vantaggio. Trovano l'accordo
Giordani e Seniouchkine, che salutano il resto della compagnia e planano su Verona sfiorando in discesa i 90 km all'ora.
Dietro le maglie azzurre, con Paolini e Lobeboselli su tutti, lavorano per frenare il gruppo
di una cinquantina di elementi: il plotone dapprima riduce le
distanze, ma, quando la strada riprende a salire, si addormenta
permettendo alla coppia di testa di solidificare il vantaggio e
ripassare sul colle ancora con una cinquantina di secondi
che aumenta sul minuto in pianura. Non c'e' accordo nelle
retrovie, si procede per tentativi al buio, con scatti brevi e
improvvise rinunce. Ci provano a turno il russo Petrov, bronzo
nella crono di Treviso, il tedesco Werner e il francese Fritsch.
E' proprio il campione transalpino ad allungare agganciato dal
solito Paolini, dal tedesco Schreck, dall'austriaco Trampusch.
Si forma un quartetto dalla vita breve perche' il gruppo
rientra poco dopo l'inizio dell'ultimo giro. E nonostante
l'azione frenante degli azzurri il plotone insiste. Se ne
accorge Giordani, che sulle Torricelle pianta Seniouchkine e,
spalleggiato dal grande lavoro dei compagni di squadra in testa
al gruppo, reagisce alle artigliate della ventina che inseguono.
Una discesa senza respiro per prenotare il gradino piu' alto del
podio.
"Devo molto alla squadra e al pubblico - commenta Giordani all'arrivo - una vera marcia in piu' anche se avevo la gamba buona.
Ho capito di avercela fatta sul traguardo. Quando sono
partito a meta' gara non ci credevo".
 | | ordine d'arrivo |
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RaiSport
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