8 Aprile 2002


archivio: CICLISMO


Tafi: ''Prima o poi...''

Auro Bulbarelli racconta il Giro delle Fiandre che non avete visto in tv

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Il commento tecnico
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La sera prima del Fiandre vidi Andrea Tafi alle prese con una bistecca al sangue. Era al tavolo con i compagni di squadra, nell'albergo davanti alla stazione di Courtrai che da anni ospita la Mapei-Quick Step. Fini' di mangiare per ultimo, io nel frattempo chiesi notizie a Bettini e Nardello sulle rispettive condizioni di salute in vista della corsa dei Muri.

Bettini si era allenato in Toscana, Nardello in Belgio. Entrambi sorridenti e fiduciosi, confidavano soprattutto sulla competitività del gruppo. Tafi sembrava con la testa fra le nuvole. Firmava autografi a giovani appassionati fiamminghi, parlava al telefonino, scherzava con i dirigenti Sassi e Crespi. "Tafone, mi hanno detto che vai forte..." gli dissi non appena ebbe uno sguardo per me. "Sì, Bulba, sto bene, pensa che è dall'inizio dell'anno che corro e non ho ancora vinto. Ma prima o poi una "botta" gliela do". E domani, che fai ? "Dobbiamo ancora fare la riunione con i direttori sportivi, ma credo che dovrò entrare in qualche fuga". Il solito Tafi, pensai tra me e me. Si sfiancherà di fatica per essere raggiunto sul più bello. Quante volte è successo... "Ciao Tafone, in bocca al lupo... "Ciao Bulba, buonanotte".
Erano le 22 di sabato, dopodichè andai a cena con Davide Cassani che era appena arrivato dall'Italia. A Davide raccontai quanto mi aveva detto Cipollini nel pomeriggio, ovvero che puntava addirittura a vincere il Fiandre e quantomeno voleva conservare la maglia di Coppa. Davide ritenne possibile il secondo obiettivo di Supermario, per la vittoria non gli dava alcuna chance. Io vedevo favorito Van Petegem (nonostante l'assenza del prezioso Tchmil), Cassani avrebbe puntato sul Hincapie. La Mapei, e questa era opinione comune, aveva il blocco migliore ma andava sfruttato al meglio.

Sedici ore dopo ci siamo trovati a commentare un Giro delle Fiandre da cineteca. Tafone e Nardello contro tre mostri sacri del pavé quali Museeuw, Van Petegem e Hincapie. Il Gladiatore più soffriva e più attaccava. Sulle prime rampe del Grammont, Museeuw, sospinto da un irrefrenabile istinto, ha voluto allungare e lì secondo me ha perso la corsa. Van Petegem al posto che infilarsi nella scia delle moto dei fotografi avrebbe fatto meglio ad aspettare lo sprint, mentre Hincapie, il più giovane del gruppo, ha sbagliato poco ma mi è parso impacciato. Quando andranno in pensione le vecchie "rocce" questa gara sarà sua. Un po’ lo stesso discorso che vale per Petacchi alla Sanremo. Tafi ha sbancato il Fiandre incidendo sui muscoli degli avversari come un martello pneumatico. Li ha sgretolati. A Nardello va riconosciuto un raro spirito di dedizione alla squadra. L'anno scorso, sempre al Fiandre , continuava a voltarsi per aspettare Bartoli.

Domenica ha raggiunto nel finale Van Petegem, consentendo il successivo e decisivo rilancio di Tafone. Nardello resterà alla Mapei a vita, con uno stipendio da capitano anche se spesso fa il gregario. [ Auro Bulbarelli ]


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