11 Aprile 2002


archivio: CICLISMO


La Parigi-Roubaix

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Andrea Tafi
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Cipollini, il grande assente

Roma, 11 aprile

Nella Parigi-Roubaix che si correra' domenica le squadre ciclistiche non dovrebbero incorrere nella disavventura della Gand-Wevelgem, dove - cosi' come riportano le agenzie - la polizia di Ostenda ha steso verbali per eccesso di velocita' ad alcuni corridori e macchine ufficiali al seguito della gara.

Anche se i mostri della pedalata del terzo millennio riescono perfino a far scattare gli autovelox, infatti, poco potranno sul dissestato pave' della corsa che a ragione viene da sempre definita l'inferno del nord. Roba da duri. E le previsioni del tempo annunciano pioggia, e dunque fango, come si conviene alla piu' faticosa delle classiche mondiali. E per maggior gloria dei ciclisti son passate di moda anche le famose forcelle idrauliche che andavano per la maggiore negli anni '90. Come ha dichiarato il direttore sportivo della Francaise des Jeux, Marc Madiot, sono i corridori l'ammortizzatore ideale, con le loro gambe, le loro braccia, i loro corpi.

E noi spettatori? Tutti li', al caldo, distesi in poltrona, a goderci lo spettacolo con molta partecipazione e un pizzico di sadismo. E pronti a risollevarci sui braccioli se all'ingresso del velodromo di Roubaix dovesse mostrarsi, avanti a tutti, la sagoma di un italiano. Magari proprio quell'Andrea Tafi, arzillo monumento del pedale nostrano, tanto in forma da vincere il Fiandre, la scorsa settimana, e che trionfo' al Velodrome tre anni or sono.


Giampiero Manocchia

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