15 Novembre 2000


archivio: CONI


Il Consiglio nazionale respinge alcune richieste della Corte dei Conti

Niente commissariamento

Il ministro Melandri ribadisce l'autonomia dell'organismo sportivo

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Il servizio
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Roma, 15 novembre 2000

Il Consiglio nazionale piu' breve della storia del Coni in appena 40' ha respinto la richiesta di modifica dello statuto su cinque dei 15 punti individuati dalla Corte dei Conti e trasmessi dal ministro dei beni culturali.
I punti toccano le definizioni del Coni, l'eleggibilita' degli atleti in Consiglio nazionale e la composizione del Collegio dei revisori dei conti: in una parola, quello che Petrucci definisce "l'autonomia" del Coni.

Non c'e' stata discussione, tutti d'accordo i presidenti federali nell'approvare la linea scelta dal presidente Petrucci e confermata dalla Giunta esecutiva che si e' tenuta stamani prima della riunione del consiglio. Semmai un appunto lo ha sollevato Sabatino Aracu, presidente della federazione hockey e pattinaggio nonche' parlamentare di Forza Italia: "Ho votato per spirito di squadra. Ma siamo stati fin troppo benevoli. Non so quanti di questi rilievi siano stati partoriti dalla fantasia della Corte dei Conti. Vorrei sapere chi li ha ispirati".

Aracu ad esempio fa notare che non c'e' logica nella richiesta di inserire nello statuto l'indicazione che il ministero vigilante deve essere quello dei beni culturali. "Tanto per dire - sottolinea - se si cambiera' governo, lo sport tornera' sotto la Presidenza del Consiglio. Che faremo allora, cambieremo di nuovo lo statuto?". E piu' in generale osserva: "Perche' la Corte non ha rilevato un eccesso di delega rispetto al decreto Bassanini, che parlava di snellezza ed economicita' mentre qui si e' andati in direzione contraria?".

"Questa posizione - ha detto Petrucci - non intende rappresentare in alcun modo una sfida, uno scontro, un muro contro muro". Ma la linea scelta e' solo apparentemente morbida. I cinque punti di modifica respinti sono infatti quelli che, se accettati, avrebbero cambiato nella sostanza lo statuto del Coni. E Petrucci fa notare: "Le osservazioni della Corte dei Conti rappresentavano rilievi di carattere preliminare, su un atto che probabilmente non rientrava tra quelli, tassativamente indicati per legge, soggetti al controllo di legittimita' della Corte". E ricorda che su rilievi di questo tipo normalmente i ministeri rispondono con "controdeduzioni" in difesa della legittimita' dell'atto. "Purtroppo - ha sottolineato Petrucci - nei sei mesi trascorsi dall'approvazione dello statuto cio' non e' avvenuto, ma ci auguriamo che il ministero vigilante non voglia rinunciare a tale possibilita`".

I punti di resistenza sono sulle definizioni del Coni (che non rinuncia ad essere "autorita`" di disciplina, regolazione e gestione delle attivita' sportive, nonche' a "presiedere" oltre che curare e coordinare lo sport in Italia) e del suo Consiglio nazionale (che deve restare "massimo organo rappresentativo dello sport italiano"). Ma e' battaglia anche per la definizione degli atleti che possono essere eletti in consiglio nazionale (per il Coni quelli che abbiano partecipato a olimpiadi, mondiali o europei entro gli 8 anni precedenti all'elezione) e per la composizione del Collegio dei revisori dei conti.

Niente 'commissari ad acta': il ministro dei beni culturali Giovanna Melandri anzi si mostra soddisfatta che l'iter di approvazione dello statuto del Coni vada avanti.

Sui cinque rilievi della Corte dei Conti che il Coni ha deciso di respingere la ministro pero' avvisa che "sara' la stessa corte dei conti a valutare le motivazioni elaborate dal coni a sostegno della loro legittimita`".

"E' positivo - dice Melandri in una nota - che il Consiglio nazionale del Coni abbia esaminato le osservazioni della Corte dei Conti e adeguato di conseguenza lo statuto. L'invito rivolto al Coni da parte del ministero nei giorni scorsi era volto a non interrompere il processo di riforma in atto e a richiamare al rispetto dell'iter procedurale previsto dalle leggi dello stato per gli enti pubblici".

Poi Melandri ha aggiunto le spiegazioni ai dubbi sull'iter di passaggio per la corte dei conti sollevati da Petrucci. "Devo ricordare - si legge nella nota - che:

  • il ministero vigilante aveva approvato lo statuto dell'ente ritenendolo quindi legittimo;
  • e' compito della Corte dei Conti, organo giurisdizionale di controllo, chiedere i chiarimenti ritenuti opportuni e necessari;
  • nel caso dello statuto di un ente pubblico e' l'ente stesso che deve eventualmente fornire le proprie controdeduzioni".

"La deliberazione di oggi - conclude Melandri - e' comunque un atto importante. La riforma del Coni va avanti ed e' questo l'unico obiettivo a cui il ministero ha sempre puntato, e non vi sono piu' ostacoli, ne' giuridici ne' pratici, ad una sua realizzazione".


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