4 Dicembre 2001


archivio: CONI


Il piano per il risanamento

Prevede ingenti tagli al personale la ricetta per recuperare circa 1000 miliardi di deficit accumulati dal '98 a oggi

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Il servizio
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Roma , 4 dicembre 2001

Il Coni deve affrontare una "cura dimagrante" tra il 2002 e 2005 per riportare in pareggio i conti, colpiti tra il '98 e oggi da una perdita di circa mille miliardi in seguito al calo degli introiti da giochi e scommesse. E' l'obiettivo del 'libro bianco' sulla situazione dell'ente presentato da Gianni Petrucci e Raffaele Pagnozzi, presidente e segretario generale, insieme al piano di riequilibrio economico-finanziario del Coni e dell'organizzazione sportiva italiana per i prossimi quattro anni.

La dinamica finanziaria dell'ente non e' positiva, ha detto Petrucci, ed era necessario, come ha chiesto il ministero competente, fare intanto una "radiografia generale" sullo stato del Coni attraverso il 'libro bianco'. Petrucci ha fatto la storia della riforma dell'ente varata nel marzo del '98, che riguardava l'ordinamento dei servizi, le strutture centrali e territoriali e le federazioni sportive. L'obiettivo era di "ridare slancio ed efficacia all'organizzazione, al rapporto tra le diverse espressioni di sport, alla cooperazione con regioni e comuni anche per una migliore integrazione fra centro e periferia".

"Nel corso dell'applicazione di questa riforma -aggiunge Petrucci- si sono pero' cumulati tre fattori che hanno fortemente condizionato la buona riuscita: la continua flessione delle entrate che ha acuito l'inadeguatezza della passata organizzazione; la mancanza di una cultura aziendale; le innovazioni introdotte dal decreto legislativo di riforma denominato riforma Melandri". Sul primo punto, il presidente ha ricordato che, dal 1998, a causa delle mancate entrate dai concorsi pronostici, gli introiti del Coni sono passati da 1.388 miliardi del 1998 ai 370 miliardi del 2000 cui devono essere aggiunti 305 miliardi derivanti dalle scommesse con la specifica che il 57% di quest'ultima cifra (176 miliardi) non e' stato mai incassato ed e' oggetti di vertenza legale con gran parte delle agenzie.

Negli anni di applicazione della riforma del 1998, ha spiegato Pagnozzi, si e' cercato di intervenite sul lato della gestione finanziaria sia cercando di incrementare le entrate (lancio dei nuovi giochi Totosei e Totobingol e delle scommesse sportive) sia contendendo le spese centrali, inaridendo in tal modo compiti precipui dell'ente (tra cui la scuola dello sport per formazione quadri -52,2%; la promozione sportiva -59,7%; gli studi e ricerca -77,4%) nonche' la stessa conservazione dei beni patrimoniali.

A seguito di queste azioni, ha proseguito il segretario generale del Coni, e' emerso "che in un mercato come quello attuale dei giochi e lotterie la tecnologia dell'ente non e' stata in grado di incidere efficacemente per cui vanno ripensati non solo i criteri di organizzazione e raccolta ma anche i giochi stessi ed il loro posizionamento sul mercato; che la politica di contenimento dei costi e' arrivata al punto massimo stante all'attuale organizzazione dell'ente; che la riforma organizzativa del 1998 si e' rivelata insufficiente a stimolare dall'interno il recupero di una cultura organizzativa e gestionale al passo con le nuove esigenze del movimento sportivo".

Di qui la decisione, assunta sentendo i presidenti delle federazioni, i sindacati e quattro holding che dovranno collaborare nella privatizzazione di alcuni settori, di "snellire" tutto l'apparato, ferma restando l'autonomia del Coni che e' patrimonio dell'ente, come hanno spiegato Petrucci e Pagnozzi, dal 1946. Da oggi al 2005, si agira' su due fronti: per rilanciare i giochi sportivi e per snellire la struttura dell'ente, con particolare riferimento al personale che ha raggiunto o sta per raggiungere l'eta' della pensione. Pagnozzi ha ricordato che 310 dipendenti che avranno raggiunto il 67esimo anno di eta' andranno in pensione, ma gradualmente si presume che i pensionati in partenza dall'ente saranno da qui al 2005 almeno un migliaio.


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