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Pubblicato il 13 Luglio 1999
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L'incidente di Silverstone

Tutta colpa di un dado

Analizzata la 'scatola nera' della Ferrari di Schumacher. Il filmato integrale della 'camera car'

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Il filmato della camera car
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La fuga di Schumacher
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13 luglio 1999

E' stata una lunga, disperata frenata per salvare la pelle. Per colpa di un dado di spurgo del freno posteriore sinistro che si e' allentato all'improvviso. Lo ha detto la Ferrari dopo che la FIA ha reso noti i dati sull'incidente di Silverstone: la monoposto ha rallentato di 102 km/h finche' e' rimasta sull'asfalto e di altri 97 km/h nella via di fuga. La scatola nera della FIA ha insomma dimostrato che sulla rossa F399 di Schumi domenica qualcosa non ha funzionato e la Ferrari ha detto cosa.

Che ci fosse stato un guasto (la Ferrari gia' da domenica sera parlava di problemi ai freni posteriori) era deduzione logica. Con i dati della FIA e' caduta la tesi dell'errore del pilota. Schumi e' arrivato alla staccata della curva Stowe a 306 km/h, velocita' ben piu' alta di quella del giro teorico (293 km/h: nel caso di Silverstone '99 e' stato fatto su dati del futuro vincitore, Coulthard). Ha frenato e per un attimo tutto e' andato bene (decelerazione di 3,1 g), ma subito dopo la potenza frenante si e' ridotta di un terzo (2,1 g), non perche' Schumi abbia alzato il piede sinistro, che si usa per frenare: nelle immagini tv (rivedi la sequenza della telecamera montata sull'abitacolo della vettura di Schumacher nel filmato 'mpg' in cima alla pagina) si vede che in realta' il tedesco bloccava le ruote anteriori (a 204 km/h secondo la FIA) per poi uscire di pista e rimbalzare sulla ghiaia (in una immagine laterale si vede che poco prima dell'urto le ruote anteriori sono sollevate da terra), fino a schiantarsi nelle gomme a 107 km/h. Il valore e' di poco superiore a quello reso noto dalla Ferrari sin da domenica pomeriggio: 100 km/h. Oggi e' arrivata la spiegazione del motivo, peraltro incredibile.

Escludendo l'ipotesi del sabotaggio, restano quelle dell'errore umano di qualche meccanico o quello del pezzo difettoso. La Ferrari continua ad indagare. I dati raccolti dalla scatola nera FIA confermano la sua versione, ma non possono sciogliere tutti gli interrogativi. L'adr (la cosiddetta scatola nera) si limita infatti a registrare - istante per istante - dati come l'accelerazione (positiva o negativa) sui tre assi: longitudinale, laterale e verticale. Secondo quanto riferito dalla FIA, viene registrata la potenza frenante ma non il comportamento dei singoli organi della macchina. Questi vengono desunti dalla telemetria, in possesso della Ferrari. La scuderia e' stata comunque invitata dalla FIA a fare piena luce sull'incidente, anche per poter studiare nuove norme di sicurezza in futuro.

Nel comunicare i suoi dati (una scelta di trasparenza voluta direttamente dal presidente Mosley) la FIA si esprime in termini di 'g', un'unita' di misura dell'accelerazione, pari alla forza di gravita' (9,81 metri al secondo quadrato). In una frenata da 3 g un uomo di 70 chili si sente spinto alle spalle da una forza di 210 chili. L'impatto a poco piu' di cento chilometri orari equivale ad una accelerazione negativa di 30 g.

In chiusura di comunicato la FIA promuove il comportamento della 'gravel trap', la via di fuga in ghiaia stimando che la decelerazione media di 1,1 g sia stata soddisfacente.

E' un modo come un altro per mettere a tacere i piloti che - Ralf Schumacher, Eddie Irvine, David Coulthard e lo stesso Michael Schumacher, che ne aveva parlato in occasione dell'uscita di pista di Jean Alesi a Magny Cours - avevano messo sotto accusa le vie di fuga sostenendo che erano necessarie soluzioni diverse dalla ghiaia piatta.

All'ospedale di Northampton, intanto, uno scarno e freddo comunicato medico diffonde tra i reporter sollievo e disappunto. Sollievo perche' Schumi sta meglio e gia' muove la gamba dove si e' fratturato tibia e perone, dove e' stata inserita una placca metallica. Disappunto perche' mentre il dottore comunica la notizia, Schumacher ne approfitta per lasciare l'ospedale alla chetichella. Giornalisti con un palmo di naso. Se ne e' andato dall'uscita posteriore, quella della lavanderia, passando per un tunnel sotterraneo su una barella, con la moglie Corinne ed e' andato via con un'ambulanza. E' volato poi a casa sua in Svizzera, dove pero' non restera' a lungo. Michael e' infatti alla ricerca di un buon centro di fisioterapia per cominciare al piu' presto la riabilitazione.

I tempi di recupero, secondo il chirurgo che lo ha operato, non possono ancora essere stabiliti. Il processo di riconquista della funzionalita' della gamba sara' graduale e potra' subire accelerazioni o ritardi. Una cosa pero' e' certa, Schumacher ha gia' raccolto tutte le sue forze psicofisiche per tagliare a tempo di record questo primo traguardo.


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