17 Maggio 2000


archivio: GINNASTICA


Dopo otto anni il Signore degli Anelli si ritira

Ricordatemi per Atlanta

Juri Chechi da` l'addio definitivo alle competizioni

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Roma, 17 maggio 2000

Lo sport italiano perde il signore degli anelli. Per la seconda volta, ma questa e' quella definitiva. Juri Chechi lascia la ginnastica.

Lo aveva gia' fatto nel '97 per scelta. "Non ho piu' stimoli. Per continuare ci vuole uno scopo e io non ce l'ho piu`", disse allora.
Oggi e' costretto da un tendine che si e' staccato, nel braccio sinistro. E' successo nel modo piu' banale, lunedi' scorso, in un allenamento come tanti, un allenamento che lo avrebbe portato alle Olimpiadi di Sidney dove sperava di chiudere la carriera, magari con un altro 9,887. Quel punteggio gli valse l'oro olimpico, ad Atlanta nel '96, 32 anni dopo l'impresa di Menichelli.

E` un addio che non lascia spazio a ripensamenti: a 31 anni, ricominciare da capo, e' impossibile, anche per lui. "E` un momento difficile," ha detto oggi Chechi a Villa Mafalda, dove e' stato operato, "e ho la certezza che dovro' abbandonare l'agonismo non per scelta, ma per un infortunio"

. Cosi' scende da lassu' Juri Chechi, da quegli anelli che per otto anni gli sono stati amici, e che lo hanno portato al vertice della ginnastica italiana e mondiale. Quando lui saliva in pedana, il mondo rimaneva sotto, immobile, ad ammirare i suoi volteggi, le croci, i doppi tesi, le chiusure perfette. Accadeva che fosse l'ultimo a salire in pedana, come ordine di apparizione, e ne scendesse primo, con la medaglia piu' preziosa al collo.

Alto un metro e 62 con un peso forma di 60 chili, Chechi ha cominciato a praticare la ginnastica fin da giovanissimo. La sua prima societa' e' stata l'Etruria Prato.
Nel '90 agli europei e' arrivata la prima medaglia d'oro e in otto anni Chechi ha vinto praticamente tutto quello che c'era da vincere, con un solo neo: l'olimpiade di Barcellona nel '92 a cui non ha potuto partecipare per la rottura del tendine d'Achille.
Il '96 e' il suo anno d'oro: vince ancora i mondiali, gli europei e l'olimpiade. Poi, il 20 maggio del '97 l'annuncio del ritiro.
Due anni nell'anonimato, la parentesi politica come assessore a Prato per il Pds (gli costo' anche un avviso di garanzia per l'appalto di un servizio mensa, ma fini' tutto con l'archiviazione).
Poi nell'estate '99, il ritorno e l'annuncio: "A Sidney chiudero' alla grande negli anelli. Dovro' preparare un esercizio piu' complesso, ma gli stimoli non mi mancano".

Il momento piu' alto della carriera di Chechi rimangono quei 45" di Atlanta. Lo sapeva anche lui, il re degli anelli, che quel minuto scarso gli avrebbero permesso di entrare per sempre nella storia dello sport. Percio', quando e' planato a terra con una chiusura impeccabile, ha agitato il pugno, digrignato i denti in una smorfia che diceva tutto, prima ancora del voto dei giudici. E cosi' anche oggi, nel giorno dell'addio ufficiale, ha chiesto a tutti: "Ricordatemi con l'oro di Atlanta".


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