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Archivio: MOTONAUTICAArticolo pubblicato il 22 Luglio 1997 alle ore 02:08

La morte di Van Heerden

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Le immagini dell'incidente
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22 luglio

LA MAGISTRATURA LECCESE HA APERTO UN'NCHIESTA SULLA MORTE DI ANTON VAN HEERDEN, IL PILOTA 47ENNE SUDAFRICANO RIMASTO VITTIMA DI UN INCIDENTE VERIFICATOSI DURANTE IL GRAN PREMIO DEL MEDITERRANEO, PROVA VALIDA PER IL CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 INSHORE, SVOLTOSI DOMENICA A GALLIPOLI.
IL SOSTITUTO PROCURATORE PRESSO LA PRETURA CIRCONDARIALE DI LECCE, PAOLA GUGLIELMI, IERI HA DISPOSTO L'AUTOPSIA - CHE HA CONFERMATO LA MORTE PER ASFISSIA DEL PILOTA - ORDINANDO ALLO STESSO TEMPO UNA PERIZIA TECNICA SULLO SCAFO NEL CUI ABITACOLO VAN HEERDEN E' RIMASTO PRIGIONIERO DOPO ESSERSI RIBALTATO, NONCHE' UNA RELAZIONE SULLA DINAMICA DELL'INCIDENTE E LE CONDIZIONI DELLO SPECCHIO D'ACQUA IN CUI QUESTO SI E' VERIFICATO.
L'AMERICANO SCOTT GILLMAN, VINCITORE DELLA GARA HA CONSEGNATO IL TROFEO AL TEAM DI VAN HEERDEN, AFFINCHE' SIA CONSEGNATO ALLA FAMIGLIA DEL PILOTA, E IN PARTICOLARE AL FIGLIO MAGGIORE, MIKE DI 17 ANNI, CHE SPESSO ACCOMPAGNAVA IL PADRE NEGLI IMPEGNI DI FORMULA 1 COME MOZZO E CHE PIU' VOLTE AVEVA MANIFESTATO IL DESIDERIO DI VOLER SEGUIRE LE ORME DEL PADRE.



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