10 Gennaio 2001


archivio: CALCIO - NAZIONALE


Le novita` del Trap

Al termine dell'incontro in Federcalcio con Petrucci e i responsabili delle nazionali Trapattoni ha incontrato la stampa

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Il servizio
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Roma , 10 gennaio 2001

Tommasi, i due Zenoni, doni, Materazzi, Liverani. Potrebbero essere queste le novita' di Trapattoni per l'amichevole del 28 febbraio contro l'Argentina.

Il ct azzurro ritiene che la sfida con i sudamericani sara' un test importante in vista degli impegni futuri: "Le sorprese piu' liete della stagione," ha detto oggi al termine della riunione in Federcalcio con il commissario straordinario Gianni Petrucci , "sono sicuramente relative al rendimento dei giocatori italiani dell'Atalanta, della Roma e anche del Perugia. E' da loro che sto avendo le soddisfazioni maggiori in questo periodo".

Aperte, quindi, le porte in particolare a Damiano Tommasi, protagonista finora del campionato della roma capolista: "I romanisti che convochero'," precisa Trapattoni, "non giocheranno all'Olimpico solo per motivi 'geografici', ma perche' se lo stanno meritando. Mi auguro che la partita contro l'Argentina sia una grande festa di sport". Porte aperte anche al ritorno in nazionale di Christian Vieri: "Sto notando con soddisfazione i progressi del giocatore, che in questo momento e' in netta ripresa". Futuro piu' nebuloso invece per quanto riguarda Alessandro del Piero. "Occorre valutare bene il suo recupero dopo l'infortunio," osserva Trapattoni, "Alex fa parte, comunque, di quel gruppo di giocatori che seguo con grande interesse".

Il ct ha parlato al termine dell'incontro avuto in Federcalcio con Petrucci e gli altri responsabili delle nazionali azzurre. Erano presenti Gentile, Bianchi, Rocca, Boninsegna, Carolina Morace, Nuccorini e Russo.

Tra i temi affrontati, una ricognizione in generale sui problemi del calcio e una verifica sui temi di attualita' come la violenza.

Trapattoni vede con particolare favore l'introduzione della prova televisiva a tutti i falli sul campo sfuggiti all'arbitro: "Questo sistema e' gia' usato con successo in molte nazioni all'estero. Gli effetti positivi? Cala il vittimismo dei giocatori e diminuiscono le possibilita' di reazioni violente contro i falli di gioco. In generale, per quanto riguarda la violenza all'interno e all'esterno degli stadi, serve una volonta' generale di trovare rimedi. Questo malcostume si combatte soprattutto con interventi piu' capillari delle forze dell'ordine. In altri paesi, dove esistono leggi specifiche, ci sono meno problemi. Giocare le partite a porte chiuse? Non so se questa e' una soluzione, cosi' non verrebbero puniti solo i tifosi, ma anche le societa' che spesso non hanno alcuna colpa".

Petrucci e Trapattoni si incontravano ufficialmente per la prima volta: "Devo dire che la mia impressione e' stata piu' che positiva," ha detto Trapattoni, "ho provato grande soddisfazione nel conoscere il commissario straordinario della Federcalcio, che ha ascoltato con attenzione i nostri problemi".

Un punto, questo, messo in evidenza anche dal commissario tecnico del calcio femminile Carolina Morace: "Ho trovato grande disponibilita' in Federcalcio nell'affrontare i nostri problemi. E' evidente che le nazionali devono avere sempre cura particolare".

Trapattoni ha poi fugato i dubbi sulla possibilita' di una nazionale in futuro subalterna ai club: "Nell'interesse generale del calcio e anche seguendo un modello ormai fissato di globalizzazione europea, troveremo gli accordi per evitare qualsiasi forma di subalternita'. Troveremo la maniera giusta, ove il progetto della lega professionisti dovesse tramutarsi in realta', per armonizzare al meglio i calendari. Non credo assolutamente all'ipotesi di una nazionale soffocata".

Da Sacchi e Zoff, ct che tornano in panchina, Trapattoni sottolinea di non attendersi aiuti: "Sicuramente all'inizio dovranno pensare ai propri problemi, non credo che la nazionale sia in cima ai loro pensieri. si tratta, comunque, di due colleghi eccezionali che meritano palcoscenici importanti. Il calcio italiano ritrova due fra i suoi tecnici piu' importanti". C'e' anche chi, pero', il calcio italiano lo abbandona: "si'," dice Trapattoni, "ma Eriksson e' un giramondo. Ha vinto in Portogallo, Svezia, Italia, e sicuramente non avra' alcun problema a calarsi nella nuova realta`".


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