26 Marzo 2002


archivio: CALCIO - NAZIONALE


Amichevole

''Chi se la sente canterą l'inno''

Alla vigilia dell'amichevole con l'Inghilterra Cannavaro torna sulla vecchia polemica

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Leeds, 26 marzo

Basta chiedere agli azzurri di cantare l'inno. Lo dice Fabio Cannavaro, alla vigilia dell'amichevole con l'Inghilterra, sull'aereo che ha portato gli azzurri a Leeds. "Nessuno si puo' impegnare per noi", dice il difensore della nazionale a chi gli ricorda che il presidente della Federcalcio Franco Carraro appena eletto aveva preso formale impegno di far cantare gli azzurri al Mondiale. "Vedo tanti atleti italiani che vanno sul podio e non lo cantano, pero' le polemiche ci sono solo per noi. Secondo me lo canta chi se la sente, e ognuno deve fare quel che vuole perche' non e' questo a indicare l'attaccamento alla maglia".

L'argomento e' tornato d'attualita' anche per il confronto con gli avversari inglesi, che tra tradizioni e nazionalismi, sono piu' portati a cantare il loro inno prima degli avvenimenti sportivi. ma senza entrare direttamente nel merito, Cannavaro non ci sta alla rappresentazione idilliaca del calcio inglese, a confronto di quello italiano. "Non credo che il nostro sia il campionato piu' brutto: sicuramente e' il piu' difficile e il piu' avvincente, visto che in corsa per lo scudetto in questo momento ci sono tre squadre come Roma, Juve e Inter. Io mi diverto ancora in Italia: non solo perche' il nostro e' uno sport bellissimo, ma anche perche' il nostro campionato ha tutto sul piano fisico e tecnico". Nessuna invidia dunque per l'Inghilterra? "No, nessuna invidia, anzi, forse per le strutture. Perche' i nostri stadi sono i piu' brutti".


Redazione

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