15 Febbraio 2001


archivio: SCI


Mondiali di sci nordico

Azzurri in ombra

Cominciano male i mondiali per gli italiani. Belmondo solo ottava.

img
img
img
img
img
img
Il servizio
Real Video - 478450 bytes - download

Lahti, Finlandia, 15 febbraio 2001

Per il momento l'unica speranza e' in un abbassamento delle temperatura capace di indurire la neve perche', in caso contrario, la "sindrome di Lahti" rischia di attanagliare la squadra italiana di fondo in una morsa senza speranza come nell'89, quando le ambizioni di medaglia rimasero tali.

Su una neve quasi primaverile, molle, sporca, con sassi e aghi di pino sulla pista capaci di rendere ancora piu' pesante la fatica, la squadra di Vanoi brilla poco nella doppia 15km a tecnica classica che apre il programma mondiale 2001. Si salva solo Stefania Belmondo, grazie a un ottavo posto in linea con le previsioni della vigilia, ma ottenuto con un distacco pesante e senza mai entrare nella lotta per le posizioni di vertice.

Tra le donne pronostico confermato con l'oro alla signora Skari, ovvero Bente Martinsen, quindi la russa Olga Danilova e la finlandese Kaisa Varis in veste di damigelle d'onore. Fuori gioco, con la Belmondo, anche la sua bestia nera Tscheplova, le altre due russe Lazutina e Nagejkina, la ceca Neumannova.

La gara maschile e' stata dominata dai giovani svedesi con per Elofsson (nuovo astro del fondo mondiale) e Mathias Fredriksson, per la prima volta su un podio iridato. Terzo Odd-Bjorn Hjelmeseth che, con un finale al cardiopalmo, ha rubato il bronzo al finnico Jari Isometsae e ha salvato l'onore dei norvegesi, nonostante la debacle di Alsgaard scivolato in 13 km dal primo al 17 posto.

Divenuto uomo di punta della nazionale locale, dopo il forfait deciso in mattinata dall'idolo Mika Myllylae, Isometsae si e' dovuto accontentare del quarto posto per soli nove decimi. Quinto il suo connazionale Harry Kirvesniemi, calato nel finale dopo aver condotto per alcuni chilometri la gara, facendo balenare l'incredibile speranza di un bis dell'oro vinto su questa pista nel 1989.

Per gli italiani, uomini e donne, e' notte fonda. Sabina Valbusa al passaggio dei due chilometri era 11, poi via via e' scivolata verso il 20 posto. Al termine ha preceduto la compagna Cristina Paluselli e la svizzera Natascia Leonardi cortese (20).

Karin Moroder a meta' gara figurava oltre il 60 posto e ha cominciato il defaticamento con largo anticipo.

Fabio Valbusa e Carrara sono rimasti attorno al 30 posto per tutta la gara. Piu' lontani Freddy Schwienbacher e Maurizio Pozzi. Il forestale valtellinese e' stato battuto, tra gli altri, dal turco Yildirim, dal giapponese Imai e dall'americano Nash, al via con una tuta firmata Bjorn Daehlie, il campionissimo del fondo e ora industriale dell' abbigliamento.

In attesa del freddo, la difesa d'ufficio tocca al ct Alessandro Vanoi. "Le ragazze si sono difese bene. Stefania ha centrato l'obiettivo di un settimo-ottavo posto. Benissimo Paluselli quasi bene Valbusa".

Tra gli uomini Vanoi difende Valbusa: "A vederlo sciare sembrava in coma e invece e' in forma. gli manca la neve un po' piu' dura. Deve poter fare fatica con le gambe e il risultato cambiera'. Purtroppo questa neve per noi italiani e' un rebus. oggi abbiamo sciato sulla classica neve di Lahti, quella dove becchiamo sempre".

Poco soddisfatta Stefania Belmondo. "Non ho fatto fatica e mi sono meravigliata - dice - cosi' ho capito che non avrei fatto risultato. Oggi la pista non era piacevole. Il vento caldo ha trasformato la neve e ho anche dormito male". Rincara la dose Cristina Paluselli. "La pista era piena di sassi e di aghi di pino - dice la trentina - con poca neve e brutta. Ho dovuto sciare praticamente tutta la gara fuori dai binari".

La riprova sabato con la combinata maschile 10 km a tecnica classica + 10 km in libera che per la prima volta assegnera' un solo titolo.


RaiSport

Copyright RaiSport
A cura di ...

Red. Internet RaiSport
Scrivi a RaiSport