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Archivio: SUBPubblicato il 3 Dicembre 1997

Prima edizione
Mondiale di cacciafotosub

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Iquique (Cile)

L'appuntamento piu' atteso dalla squadra azzurra di cacciafotosub si e' svolto ad Iquique, ridente cittadina incastonata nel deserto settentrionale del Cile quasi al confine con il Peru', il 23-27 ottobre 1997.
La squadra azzurra composta per l'occasione da Massimo Nicosia, Davide Riccardi e Filippo Massari e capitanata dall'instancabile Gregorio Lanza, ha svolto un lungo e meticoloso lavoro di preparazione atletica e scientifica per raccogliere tutte le informazioni possibile in merito alle specie ittiche del Pacifico ed e' giunta a destinazione con circa dieci giorni di anticipo per ambientarsi alle fredde e torbide acque oceaniche tappezzate quasi interamente da lunghe laminarie.
All'aeroporto di Iquique gli azzurri sono stati accolti calorosamente quanto inaspettatamente da una numerosa delegazione di italiani trapiantati in Cile avvisati dal Consolato italiano dell'arrivo della squadra azzurra.
Iquique e' una bella cittadina a circa 200 chilometri dal confine con il Peru' in cui la gente vive sopratutto di pesca e di lavoro nelle miniere di rame e minerali di cui questa terra e' ricca, che vengono lavorati e spediti ovunque via mare. Il paesaggio intorno e' lunare, le case sono quasi tutte basse e la citta' risulta immersa in un tratto del deserto di Atacama che si estende per miglialia di chilometri. Alle spalle del mare si intravede in tutta la sua maestosita' la Cordigliera delle Ande. La temperatura esterna varia in questa stagione dai 18 gradi di notte ai trenta gradi di giorno con percentuali di umidita' molto basse che rendono il clima molto gradevole. Il mare normalmente risulta freddo anche se quest'anno l'ormai famoso Ninő ha contribuito a scaldare l'acqua fino ad una temperatura media di circa 17-18°C.

L'organizzazione del campionato e' stata affidata alla FEDERACION CHILENA DE DEPORTES SUBMARINOS, mentre la C.M.A.S. era rappresentata per l'occasione dal giudice internazionale Alberto Azzali.
Ma veniamo alla cronaca di questi campionati che si sono iniziati formalmente il pomeriggio di giovedi' 23 ottobre con la riuinione dei capitani. Si erano iscritte circa 12 nazioni ma all'appello rispondevano in sei: Argentina, Brasile, Cile, Italia, Ucraina ed Uruguay.
Durante la riunione dei capitani il responsabile del team Cileno, Jaime Garzia ha avuto subito da ridire (?!) in merito al regolamento internazionale sostenendo che non si sarebbero dovuti applicare rigidamente i criteri di validita' dei fotogrammi da esso stabiliti. Purtroppo in sede di giuria, il capitano cileno, votato dai tutti i sudamericani, ha goduto di troppa libertA' decisionale che non poco ha inciso nel risultato finale della manifestazione.
Splendida la manifestazione di apertura della competizione con marcia delle delegazioni fino alla piazza centrale del Paese, preceduti da gruppi folkloristici locali in costume, con musiche e strumenti musicali tipici di questa terra. Durante la manifestazione di apertura vi sono stati i discorsi di rito del presidente della FEDERACION CHILENA DE DEPORTES SUBMARINOS, sig. Alex Vargas, del rappresentante della C.M.A.S. sig. Alberto Azzali e delle autorita' cittadine.
Il ritrovo per la competizione e' fissato alle ore 8 di sabato 25 ottobre alla Playa Blanca, spiaggia a circa 10 chilometri dal centro di Iquique. Tutti gli azzurri sono tranquilli e sereni nonostante alcuni articoli di basso livello apparsi sulla stampa locale che poco ha gradito la spontanea collaborazione dettata esclusivamente da amicizia offerta agli azzuri da alcuni ex campioni di pesca subacquea Cilena.
Tutti i concorrenti montano i rullini di stampe forniti dall'organizzazione in presenza del commissario C.M.A.S. che deve essere ritratto assieme al concorrente nel primo fotogramma del rullo di ogni atleta. Ai concorrenti vengono assegnate le imbarcazioni e la competizione della durata di cinque ore, da svolgersi esclusivamente in apnea ha inizio alle ore 10 e 18 minuti. L'organizzazione della sicurezza e' impeccabilmente comandata dal direttore di gara Jose' Cristi F. Sono presenti ambulanze, un elicottero e a largo staziona una imponente corvetta dell'Armada de Chile da cui sono partiti i gommoni dei sommozzatori di servizio, pronti ad intervenire per ogni necessita'. I concorrenti raggiungono i vari punti di immersione segnati i giorni precedenti la gara. Italiani e cileni si spostano sullo stesso tratto di mare poco profondo ma battutto da onde alte anche se meno dei giorni precedenti. Il ritmo e' elevatissimo, le apnee anche molto lunghe, si susseguono ad ritmo infernale. I cileni temono soprattutto i due azzurri Nicosia e Riccardi e ne seguono istante per istante gli spostamenti.
Nelle prime due ore di gara gli azzurri catturano circa 10 specie differenti di pesci a testa, praticamente tutti quelli segnati in quel tratto di mare, ma non hanno alcuna notizia delle catture dei cileni. Alle 13 circa Riccardi si sposta in una secca a largo con fondo a circa 20mt. in cui aveva segnato ben quattro specie differenti, Cabrilla rossa, Ojo de uva, Vieja colorada e Trombolito robusto. Tolti tre chili di zavorra iniza i tuffi. Subito riesce a catturare tre delle specie segnate ma della Vieja colorada, molto simile alla nostra cernia non c'e' traccia. La ricerca continua senza sosta a profondita' elevate, ma niente sembra sparita. La stanchezza comincia farsi sentire e decide di spostarsi sotto costa in un tratto i cui erano segnati altri pesci che mancavano dall'elenco.
Nicosia intanto si era spostato in una baia i cui il giorno precedente aveva visto pesci a coefficiente molto alto. Anche per lui la ricerca e' senza sosta ma per alcuni pesci non c'e' niente da fare, non c'e' traccia. Decide di spostarsi sulla stessa secca in cui vede il compagno di squadra. Anche per lui, via chili di zavorra e giu'. Riesce a catturare il Trombolito robusto e Ojo de uva.
Siamo quasi a fine gara. Riccardi e Nicosia riescono a fare le ultime catture e al termine tornano alla base abbastanza soddisfatti del lavoro fatto. Massari intanto, nominato in mattinata commissario nell'imbarcazione di un cileno, avvisa i due azzurri che Guerrero sul suo cartellino ha segnato piu' di venticinque catture. Tutti gli azzurri sono scettici (a ragione come si vedra' in seguito).
In spiaggia viene organizzato un rinfresco dal comitato organizzatore, tutti gli osservatori e commentatori locali cercano di raccogliere dai cileni e dagli azzurri numeri ed impressioni della competizione iridata, sapendo gia' che per il titolo la lotta e' tra questi due team.
Della giuria si e' gia' detto. Rimane da aggiungere che gli azzurri hanno subito notato che alcune loro foto sono state tagliate in fase di stampa essendo perfette nel negativo, rendendo non valida la cattura mentre per alcuni fotogrammi avversari vi sono stati ingrandimenti di soggetti piccoli altrimenti non validi.
La classifica finale:
1) Campione del Mondo: Edoardo Menares (Cile)
2) Vicecampione del Mondo: Davide Riccardi (Italia)
3) ex equo: Massimo Nicosia (Italia) - Carlos Guerrero (Cile)
5) Juan Carnevale (Uruguay)
6) Delmar Soares (Brasile)

Per nazioni:
1) Cile
2) Italia
3) Uruguay
4) Argentina
5) Ucraina
6) Brasile

Molti osservatori e concorrenti si complimentano con gli azzurri per la qualita' delle foto presentate, chiedendo loro consigli sulle attrezzature e sulle tecniche usate.
Il giorno di domenica 26 ottobre si e' svolta la manifestazione di premiazione e di chiusura con i discorsi di rito di tutte le autorita' sportive e cittadine e i sempre coloratissimi balletti e musiche popolari.
Appuntamento forse in Italia (Ustica?) nel 1999 dove gli azzurri attendono di conquistare un titolo che gia' meritavano.



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