La jugoslava Jelena Dokic (n.14) ha
vinto il torneo di Roma della Wta, battendo in finale la
francese Amelie Mauresmo (n.4) in due set, col punteggio di 7-6
(7/3), 6-1 nel tempo di un'ora e 10'.
Jelena Dokic non ha certo voglia di perdere tempo. Aveva promesso di conquistare Roma e puntualmente, a 18 anni, dopo appena
un'ora e dieci minuti di gioco, umiliando Amelie Mauresmo (7-6,
6-1) Roma si è inchinata alla potenza di questa biondina slava.
Questa ragazza, volto da Bambi, ma occhi e volonta' d'acciaio ha fretta perchè il tempo è danaro. E in questo caso il danaro sono 178.000 dollari che intasca dalla Fit per la sua prima vittoria in un torneo della prima fascia. Vanno ad aggiungersi ai circa 900.000 che papa' Damir ha già messo in banca. Ha un figlia d'oro questo scorbutico slavo e non si capisce perchè possa perdere la trebisonda con un tesoro simile.
Jelena e' irreprensibile: gioca al limite della perfezione, cedendo una sola volta il servizio nel primo set subito dopo averlo strappato alla Mauresmo, che cosi' l'ha raggiunta sul 6-6, ma dominando il conseguente tie-break.
Nella seconda frazione, poi, è arrivata ad umiliare
l'avversaria, con break al quarto e al sesto games, per mezzo di
un tennis aggressivo, potente, profondo. "Si', ho giocato bene
e questo mio primo titolo, uno dei piu' importanti, mi rende
oltremodo felice. Spero che non sia l'ultimo - dice dopo la
vittoria -. E' arrivato perche' ho imparato ad avere pazienza, a
non affrettare gli scambi, come richiede la terra rossa. E'
arrivato perche' sono diventata piu' forte fisicamente".
Decisivo e' stato il primo set: "Molto combattuto. Averlo
vinto mi ha molto giovato. Ha aumentato la mia fiducia e, nello
stesso tempo, ha corroso quella di Amelie che, dopo tutti i
successi conseguiti in questa stagione, ha avuto i primi dubbi.
Avra' temuto di non farcela, perdendo sicurezza".
Neanche la pioggia l'ha mai preoccupata, tanto era sicura che
questa fosse la sua giornata: "Non ho ceduto alla voglia di
finire presto".
Alla Mauresmo invece nemmeno il suo rovescio da antologia le ha permesso di restare in gara o quantomeno mettere in difficoltà la jugoslava: "Ho insistito sul suo colpo migliore perche' giocando mi ci ero assuefatta e poi mi potevo aprire spazi piu' ampi sulla sua destra. Ero stanca sia fisicamente sia mentalmente - spiega la
francese -, gioco da troppo tempo ed ho
bisogno di riposo. Lei comunque e' cresciuta molto. Erano due
mesi che non la vedevo giocare. E' migliorata e ben preparata".
La francese, che diventa n.5 mondiale, torna a Parigi per
riposarsi almeno tre giorni; la jugoslava, da domani n.17, va a
giocare a Strasburgo perche' pensa che giocando diventa piu'
forte. Sono due diversi modi per preparare la rivincita del
Roland Garros.